I settori coinvolti
Dallo studio emerge che il 59% dei progetti relativi al 2018 è al livello di annunci (+94% sul 2017), ma sono risultati in aumento anche i prototipi (27%) e i progetti già operativi (14%), che insieme hanno registrato un incremento del +56% sull’anno precedente. I soggetti più attivi su questo fronte nell’arco del triennio sono i player finanziari (48% dei progetti), davanti alle pubbliche amministrazioni (10%) e agli operatori logistici (8%).
L’Italia è risultata il terzo paese europeo per numero di progetti: sono 19 che hanno avuto visibilità mediatica, ma ampliando l’orizzonte anche alla formazione e alla consulenza si arriva a quota 150.
Le ragioni del boom
Per il direttore dell’Osservatorio Valeria Portale “Il crollo del valore delle criptovalute (nel corso del 2018, ndr) non ha rallentato l’evoluzione e la diffusione della blockchain tra le aziende, che anzi ha registrato una forte crescita nel numero degli annunci e dei progetti operativi”. Quanto al nostro Paese, soltanto il 3% delle grandi imprese ha progetti già operativi e gli investimenti sono ancora limitati. Ci sono alcuni ostacoli da superare per arrivare al definitivo decollo, in particolare la carenza di competenze, la scarsità delle risorse a disposizione e la difficoltà nel valutare i benefici attesi.
Guardando allo scenario globale, la macroarea la più alta densità di casi di applicazione nell’ultimo triennio è l’Asia, col 32% dei progetti, seguita da Europa (27%), America (22%) e da Oceania e Africa (5%), mentre il restante 14% è costituito da progetti multi continentali. La classifica per Paesi vede in testa gli Usa (con il 17% dei progetti totali), davanti a Giappone e Cina (circa il 7% a testa).
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