L’iter è piuttosto semplice: uno Stato membro fa richiesta alla Commissione Europea che consulta il paese interessato per verificare la portata dell'aumento della spesa pubblica e per definire le condizioni del prestito, ossia importo, scadenza media massima, costo, periodo di disponibilità del sostegno e modalità tecniche di attuazione. La proposta viene poi inoltrata al Consiglio che deve approvarla. L’importo massimo dei prestiti, che saranno erogati in tranche, è pari a 100 miliardi di euro; per evitare un’eccessiva concentrazione, ai tre Stati membri che riceveranno la quota maggiore di prestiti non può andare più del 60 % dell'importo complessivo. Il prestito può essere rinnovato e, se le circostanze consentono un miglioramento delle condizioni finanziarie, la Commissione può rifinanziarlo o rivederne i termini.
Resta un punto cruciale: come verranno finanziati i prestiti erogati dal Sure? Le risorse saranno reperite sul mercato dalla Commissione, emettendo titoli che, grazie al rating tripla A, dovrebbero avere rendimenti prossimi allo zero, se non negativi. Agli Stati membri viene richiesto di prestare garanzie, irrevocabili e incondizionate, per un importo complessivo pari al 25% dei prestiti concessi, ciascun stato in proporzione alla propria quota sul reddito nazionale lordo dell'Unione. Queste garanzie servono a evitare la necessità per gli Stati membri di versare in anticipo contributi in denaro, ma rafforzano anche il merito di credito dei titoli emessi e salvaguardano le risorse del bilancio della Commissione.
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