La Repubblica - Economia&Finanza

Obiettivo Capitale

Le strategie di asset allocation nello scenario di mercato attuale e i rendimenti dei titoli pubblici ai minimi Come comporre il portafoglio tra corporate bond, azioni e asset alternativi e quali strumenti finanziari adottare

Il programma Sure

Per mitigare i rischi di disoccupazione, la Commissione Europea mette a disposizione 100 miliardi di euro.

di MARIANO MANGIA
Sarà probabilmente la prima linea di credito fornita dall’Unione Europea ad essere utilizzata dal nostro Paese, certamente è quella oggetto di minori discussioni, la più “sicura” da un punto di vista politico, se vogliamo giocare con l’acronimo prescelto per questo programma di aiuti, SURE, in inglese “sicuro, certo”. La sigla sta per “Support mitigating Unemployment Risks in Emergency” ovvero “strumento di sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza” e il suo obiettivo è proprio quello di fornire un supporto finanziario a condizioni vantaggiose ai paesi che hanno subito “un aumento repentino e consistente” della spesa pubblica connesso ai regimi di riduzione dell'orario lavorativo (la nostra cassa integrazione guadagni, ad esempio) o di misure analoghe adoperati per proteggere i posti di lavoro durante la pandemia. La “condizionalità”, aspetto cui sembriamo molto sensibili in questi giorni, è limitata al vincolo che i prestiti siano adoperati esclusivamente per coprire i costi direttamente collegati alla creazione o all’estensione di queste misure di sostegno all’occupazione.

L’iter è piuttosto semplice: uno Stato membro fa richiesta alla Commissione Europea che consulta il paese interessato per verificare la portata dell'aumento della spesa pubblica e per definire le condizioni del prestito, ossia importo, scadenza media massima, costo, periodo di disponibilità del sostegno e modalità tecniche di attuazione. La proposta viene poi inoltrata al Consiglio che deve approvarla. L’importo massimo dei prestiti, che saranno erogati in tranche, è pari a 100 miliardi di euro; per evitare un’eccessiva concentrazione, ai tre Stati membri che riceveranno la quota maggiore di prestiti non può andare più del 60 % dell'importo complessivo. Il prestito può essere rinnovato e, se le circostanze consentono un miglioramento delle condizioni finanziarie, la Commissione può rifinanziarlo o rivederne i termini.
Resta un punto cruciale: come verranno finanziati i prestiti erogati dal Sure? Le risorse saranno reperite sul mercato dalla Commissione, emettendo titoli che, grazie al rating tripla A, dovrebbero avere rendimenti prossimi allo zero, se non negativi. Agli Stati membri viene richiesto di prestare garanzie, irrevocabili e incondizionate, per un importo complessivo pari al 25% dei prestiti concessi, ciascun stato in proporzione alla propria quota sul reddito nazionale lordo dell'Unione. Queste garanzie servono a evitare la necessità per gli Stati membri di versare in anticipo contributi in denaro, ma rafforzano anche il merito di credito dei titoli emessi e salvaguardano le risorse del bilancio della Commissione.

Il tuo contributo è fondamentale per avere un’informazione di qualità. Sostieni il giornalismo di Repubblica.

Abbonati a Rep: 1 mese a solo 1€
© Riproduzione riservata