
Non si può non tener conto di questi aspetti nell’investire in questi titoli e in questa direzione si è mossa con il suo fondo azionario globale Sustainable Tech, Sycomore Asset Management, società di gestione parigina, acquisita lo scorso anno da Generali ed entrata a far parte della piattaforma multi-boutique di Generali Investments. «La nostra strategia è mossa dalla consapevolezza che l’innovazione tecnologica non ha confini e misurare la portata del suo impatto su ambiente e società è una sfida complessa», spiega Johan Söderström, co-manager del fondo. «Anche se l’innovazione in tech è positiva, può talvolta avere impatti negativi a discapito dell’ambiente e della società. Ci concentriamo quindi sulle aziende più virtuose per il nostro portafoglio». Per individuarle, il team di investimento prende in considerazione tre dimensioni. La prima, “Tech for Good”, valuta tutti gli impatti, sia positivi che negativi, che i prodotti e i servizi di un’azienda possono avere sulla società, sugli individui e sull’ambiente, affidandosi a metriche proprietarie. La seconda dimensione “Good in Tech”, valuta se e in che misura le prassi di un’azienda sono progettate per essere responsabili e per limitare le esternalità negative della tecnologia sugli stakeholder, concentrandosi, ad esempio, sul rispetto dei diritti umani nell’arena digitale o sulla salute degli utenti. In base a questa metrica, ad esempio, è stata esclusa Facebook, “che ha mostrato nel corso degli anni poco rispetto per la privacy degli utenti, utilizzandone i dati per veicolare la ‘dipendenza’ e la polarizzazione della piattaforma, mantenendo invece una posizione molto passiva rispetto alla manipolazione delle informazioni che il social network consente”. L’ultima dimensione “Improvement Enablers” guarda specificamente alle aziende che mostrano una chiara intenzionalità e una reale capacità di miglioramento.
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