La Repubblica - Economia&Finanza

Obiettivo Capitale

Le strategie di asset allocation nello scenario di mercato attuale e i rendimenti dei titoli pubblici ai minimi Come comporre il portafoglio tra corporate bond, azioni e asset alternativi e quali strumenti finanziari adottare

Le buone azioni del tech

Johan Söderström, co-manager del fondo Sustainable Tech di Sycomore Am (Gruppo Generali), spiega i criteri di scelta delle aziende in portafoglio, non solo fatturato e utili

di Mariano Mangia
Trainano e sostengono i listini azionari, godono di ottima salute a dispetto della pandemia, nel terzo trimestre Amazon ha triplicato gli utili e Alphabet li ha visti crescere del 59%, ma i titoli dell’economia digitale si dimostrano tutt’altro che irreprensibili su altri versanti. Sono oggetto di critiche e di indagini per la loro capacità di “dribblare” le imposte, nel 2018 Amazon, Google, Airbnb e Tripadvisor hanno pagato in Italia appena 14 milioni di euro di imposte. C’è poi il problema della privacy e dell’utilizzo improprio dei dati raccolti da social e motori di ricerca, come messo in luce dallo scandalo Cambridge Analytica, e c’è un problema di posizioni dominanti di mercato. Il Dipartimento di Giustizia Usa ha accusato Google di soffocare la concorrenza, per alcuni è il più grande caso antitrust degli ultimi decenni, paragonabile alla causa contro Microsoft del 1998 o a quella contro AT&T del 1974. Ma il quadro più completo sullo stato della concorrenza nell’economia digitale, e in particolare le sfide rappresentate dal dominio di Apple, Amazon, Google e Facebook e dalle loro prassi commerciali, viene dal ponderoso volume che The House Judiciary Committee, una commissione del Congresso, ha appena pubblicato, al termine di 16 mesi di indagini e audizioni. Questi gruppi hanno portato evidenti benefici alla società, viene riconosciuto, ma il loro dominio ha avuto un prezzo: ci sono prove significative che queste aziende esercitano la loro posizione dominante in modi che minano l’imprenditorialità e la privacy e indeboliscono una stampa libera e diversificata e “il risultato è meno innovazione, minori scelte per i consumatori e una democrazia indebolita”.
Non si può non tener conto di questi aspetti nell’investire in questi titoli e in questa direzione si è mossa con il suo fondo azionario globale Sustainable Tech, Sycomore Asset Management, società di gestione parigina, acquisita lo scorso anno da Generali ed entrata a far parte della piattaforma multi-boutique di Generali Investments. «La nostra strategia è mossa dalla consapevolezza che l’innovazione tecnologica non ha confini e misurare la portata del suo impatto su ambiente e società è una sfida complessa», spiega Johan Söderström, co-manager del fondo. «Anche se l’innovazione in tech è positiva, può talvolta avere impatti negativi a discapito dell’ambiente e della società. Ci concentriamo quindi sulle aziende più virtuose per il nostro portafoglio». Per individuarle, il team di investimento prende in considerazione tre dimensioni. La prima, “Tech for Good”, valuta tutti gli impatti, sia positivi che negativi, che i prodotti e i servizi di un’azienda possono avere sulla società, sugli individui e sull’ambiente, affidandosi a metriche proprietarie. La seconda dimensione “Good in Tech”, valuta se e in che misura le prassi di un’azienda sono progettate per essere responsabili e per limitare le esternalità negative della tecnologia sugli stakeholder, concentrandosi, ad esempio, sul rispetto dei diritti umani nell’arena digitale o sulla salute degli utenti. In base a questa metrica, ad esempio, è stata esclusa Facebook, “che ha mostrato nel corso degli anni poco rispetto per la privacy degli utenti, utilizzandone i dati per veicolare la ‘dipendenza’ e la polarizzazione della piattaforma, mantenendo invece una posizione molto passiva rispetto alla manipolazione delle informazioni che il social network consente”. L’ultima dimensione “Improvement Enablers” guarda specificamente alle aziende che mostrano una chiara intenzionalità e una reale capacità di miglioramento.

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