Buon anno e auguri per un 2021 sano, gioioso e prospero! Sospetto che sbarazzarsi delle mascherine e tornare alla normalità sarebbe un auspicio a cui pochi crederebbero. Nel frattempo, le restrizioni sociali più severe e i crescenti casi di Covid nell'emisfero settentrionale hanno reso questo inverno piuttosto difficile. Tuttavia, sembra che il nostro adattamento leggendario (così come il fratello Homo Economicus, nostro vicino) abbia permesso all'economia di dimostrarsi molto più resistente di quanto ci si aspettasse o si temesse. La prova definitiva sta certamente nelle recenti performance dei mercati finanziari, che non hanno risentito molto delle terribili notizie delle pandemie in termini di casi e di decessi. Inoltre, l'introduzione e la distribuzione di vaccini efficaci negli Stati Uniti e in Europa (con qualche ritardo, come dimostrano i dati francesi), rischiarando un po' la fine del tunnel, ha sicuramente aiutato.
OTTIMISMO MACROECONOMICO
Quest'anno promette di essere meno traumatico: il nostro scenario macroeconomico è infatti chiaramente orientato verso l'ottimismo, in quanto si prevede un'impennata della domanda repressa intorno alla metà dell'anno (shopping e viaggi in ritardo, oltre a festeggiamenti che potrebbero essere memorabili, spero). Ovviamente, dovremo tenere gli occhi aperti sulle mutazioni del virus e sulle sfide che circondano la distribuzione dei vaccini (la grande questione sarà la velocità con cui le popolazioni saranno vaccinate), così come sulle ferite persistenti dell'economia e sulle altre tensioni socio-geopolitiche.
All'inizio del nuovo anno, ho lucidato la mia sfera di cristallo per fare 10 previsioni che potrebbero influenzare i mercati finanziari e i rendimenti del portafoglio per il 2021. Alcune possono essere considerate consensuali, altre provocatorie, molte di esse non accadranno, mentre altre sembrano ovvie, ma ritengo comunque che valga la pena tenerle a mente. Non ci sono quindi delle vere e proprie "sorprese", ma delle ipotesi più colte, che a volte sono collegate o si legano tra loro per portare a uno scenario coerente. Ecco le primi cinque. La metà rimanente seguirà la prossima settimana. La crescita sorprenderà definitivamente al rialzo non appena torneremo alla normalità (verso la fine della primavera), provocando preoccupazioni e timori di inflazione che alla fine si riveleranno fuorvianti nel 2022... poiché nessuna delle sfide secolari dovute all'innovazione tecnologica, all'eccesso di risparmio e al cambiamento demografico è scomparsa. Tranne forse un mini boom di nuove nascite quest'anno ;-)
Di conseguenza, gli investimenti nelle materie prime potrebbero registrare le migliori performance nel 2021. Allo stesso modo, l'energia e i metalli di base supereranno l'oro - che avrà anch'esso una buona performance -, i TIPS saranno più resistenti dei Treasury (con rendimenti negativi quest'anno), lo stile di crescita sarà sottoperformante, LE azioni non americane supereranno quelle americane (entrambe misurate in dollari), e così via.
IPO, BITCOIN, M&A
ccrescono i segnali di euforia grazie all’ampliarsi del mercato delle IPO, i mercati azionari raggiungono nuovi massimi, i bitcoin salgono alle stelle, mentre sia le politiche monetarie che quelle fiscali rimangono ultra-accomodanti. La prova simbolica potrebbe essere che i media iniziano a parlare di una nuova era di prosperità, come negli anni Venti o Cinquanta. E cosa c'entra il fatto di vivere un'ondata massiccia di M&A nel settore bancario europeo? Ovviamente, finirà sicuramente in lacrime a un certo punto, ma forse non nel 2021.
I mercati emergenti faranno il loro ingresso nel 2021 con un'immagine nuova e migliorata. Dovremmo chiederci definitivamente se ha ancora senso considerare Cina, Corea del Sud e Taiwan come mercati azionari EM (si noti che insieme rappresentano la stragrande maggioranza dell'indice azionario MSCI EM), in quanto hanno rubato la scena l'anno scorso gestendo molto meglio delle economie DM le pandemie covid. Di conseguenza, sia le loro economie che i loro mercati hanno sovraperformato, mentre non hanno avuto bisogno di fare affidamento tanto quanto il DM su politiche economiche ultra-libere (i tassi non sono stati tagliati allo 0% e la spesa pubblica è stata tenuta sotto un determinato controllo). Ciliegina sulla torta, ora potrebbero raccogliere i benefici di una ripresa globale guidata dai vaccini che dovrebbe stimolare le loro esportazioni.
Il dollaro continua la sua corsa verso sud, raggiungendo 1,30 contro l'euro a metà anno, in linea con la nostra visione pro-ciclica. Negli episodi di ripresa globale, la domanda di attività denominata in USD "safe haven" in dollari USA tende a indebolirsi e c'è ancora spazio per una maggiore debolezza del dollaro (basti ricordare il periodo 2001-2006), che riflette le sue vulnerabilità strutturali (il doppio deficit si allarga di nuovo) e il suo fascino di tassi (reali) in via di estinzione. Inoltre, il biglietto verde non è a buon mercato e ci sono molte alternative valutarie più promettenti per il 2021: un rendimento più elevato attraverso il CNY, l'esposizione all'aumento dei prezzi delle materie prime come AUD, CAD o NOK, o i mercati azionari che dovrebbero beneficiare di rotazioni cicliche/valori come EUR o JPY.
*cio, head of Multi-Asset, Decalia Asset Management
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