

Anche le banche centrali hanno il problema di investire il loro portafoglio titoli nei mercati finanziari e la Banca Centrale Europea ha recentemente deciso di sottoscrivere con una parte del portafoglio in cui sono investiti il suo capitale e le riserve quote di un fondo specializzato in green bond lanciato dalla Bri - Banca dei Regolamenti Internazionali (in inglese Bis - Bank for International Settlements). La Bri, fondata nel 1930 a Basilea, offre servizi finanziari a 140 tra banche centrali, autorità monetarie e organismi internazionali in tutto il mondo; il suo capitale è detenuto da 63 banche centrali. I green bond già rappresentano il 3,5% del portafoglio titoli della Bce che ammonta a 20,8 miliardi di euro ai prezzi di mercato, l’intenzione è di incrementare questa quota nei prossimi anni. Il fondo prescelto dall’istituzione guidata da Christine Lagarde è l’Eur Bisip G2 che fa parte dell’iniziativa che la Bri ha lanciato nel campo dei bond verdi per aiutare le banche centrali a includere obiettivi di sostenibilità ambientale nella gestione dei loro capitali e riserve.
Nell’ambito della stessa iniziativa, era stato lanciato lo scorso settembre un primo fondo denominato in dollari Usa; i due fondi gestiranno complessivamente due miliardi di dollari in fondi verdi, ma la cifra è destinata a crescere. I due fondi, di diritto svizzero, promuovono la finanza verde investendo in progetti rispettosi dell’ambiente come, ad esempio, la produzione di energia rinnovabile o l’efficientamento energetico. Il fondo è gestito direttamente dalla Bis Asset Management; per essere considerate idonee all’investimento del fondo le obbligazioni devono avere un rating minimo A- ed essere conformi ai principi per i Green Bond della International Capital Market Association e/o ai Climate Bond Standard pubblicati dalla Climate Bonds Initiative. Nel 2020 le emissioni “verdi” di obbligazioni, prestiti e sukuk, i certificati di investimento conformi alla Sharia, hanno toccato il livello record di 269,5 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti dalla Climate Bonds Initiative, organizzazione non-profit con base a Londra che promuove gli investimenti nell’economia a basse emissioni di carbonio; tra i maggiori emittenti, gli Stati Uniti con 51,1 miliardi di dollari, la Germania con 40,2 miliardi e la Francia con 32,1 miliardi. Investimenti sempre più sostenibili anche per il fondo pensione del personale della Bce: dal 2020 tutti gli indici azionari tradizionali utilizzati come benchmark sono stati sostituiti dal loro equivalente a basse emissioni di carbonio [low carbon], riducendo così significativamente l’impronta di carbonio dei fondi azionari; è allo studio l’adozione di indici low carbon anche per la componente obbligazionaria del portafoglio.
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