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Le strategie di asset allocation nello scenario di mercato attuale e i rendimenti dei titoli pubblici ai minimi Come comporre il portafoglio tra corporate bond, azioni e asset alternativi e quali strumenti finanziari adottare

Domenichini (T.Rowe Price): "La pandemia ha accresciuto le diseguaglianze"

#ConsulenTia21 Secondo l'head of advisory Italy della società di gestione statunitense, però, il mondo del lavoro sta cambiando con risvolti che potrebbero non essere del tutto negativi

di mariano mangia

La sostenibilità è generalmente associata ai temi del cambiamento climatico, ma ci sono anche aspetti sociali da considerare e le diseguaglianze sono il tema scelto dalla società T.Rowe Price per il suo intervento a ConsulenTia21. “Il mondo sta vivendo una fase in cui la pandemia non ha solo accelerato le grandi trasformazioni tecnologiche, ma è stato anche un grande acceleratore di diseguaglianze”, sottolinea Federico Domenichini, head of advisory – Italy della società di gestione statunitense. “Diseguaglianze che non derivano solo dal Covid, ma arrivano da lontano".

Secondo Domenichini sono diversi i fattori dietro la crescita delle diseguaglianze. "Il primo è la globalizzazione, il secondo è la rivoluzione tecnologica. La tecnologia ha avuto grandi effetti, ha accelerato i progressi digitali, è stata deflattiva e ha portato il fenomeno della disintermediazione. In molti settori il rapporto tra il produttore e l’utente finale è ormai diretto. Infine, c’è stata una trasformazione del mondo del lavoro, conseguenza della tecnologia. Noi non siamo convinti che la tecnologia abbia distrutto posti di lavoro, la tecnologia ha trasformato il mondo del lavoro. Nel 1850 oltre la metà delle persone lavorava nel settore dell’agricoltura, ma con la meccanizzazione dei processi e lo sviluppo della tecnologia l’uomo non è rimasto disoccupato, ha iniziato a fare altro. La tecnologia crea nuovi posti di lavoro, ma non è detto che li crei tutti nello stesso luogo o nella stessa area del mondo”. 

Misura delle diseguaglianze di reddito (Coefficiente Gini) dei principali Paesi

C’è anche un aumento della concentrazione della ricchezza.

“La concentrazione della ricchezza è sempre esistita. Fino al 1900, nel Regno Unito, il 90% della ricchezza era detenuta dal 10% della popolazione. A partire da quella data la concentrazione si è ridotta, fino a un punto di minimo a cavallo tra la metà degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta e questo a seguito dell’introduzione dello stato sociale, inteso come redistribuzione della ricchezza attraverso la tassazione. L’aumento delle tasse è servito per costruire un ecosistema che di fatto ha creato la spina dorsale della crescita economica del Novecento, ossia la classe media. Il mondo è diventato più diseguale negli ultimi 20 o 30 anni, oltre che per i fattori come la globalizzazione e la tecnologia citati in precedenza, anche per la tendenza a ridurre l’effetto marginale della tassazione. In Europa, ad esempio, il dumping fiscale, aprire una società in Lussemburgo, Paesi Bassi o Irlanda, consente un risparmio fiscale e questo ha creato un effettivo distorsivo, di fatto chi ha aveva un reddito più alto in qualche modo è riuscito a pagare meno tasse. Tante persone sono quindi rimaste fuori da questi grandi cambiamenti e hanno subito una riduzione del loro reddito. Questo ha promosso fenomeni come il populismo. E un Paese che ha una classe media che entra in sofferenza, è il caso dell’Italia degli ultimi 25 anni, inizia a crescere di meno”. 

In che modo queste considerazioni si riflettono sulle scelte di investimento?

“Sono fenomeni che generano da un lato grandi cambiamenti strutturali, dall’altro rappresentano anche opportunità di investimento. Occorre rendersi conto che in futuro il mondo potrebbe essere più diseguale, a meno che la politica non agisca perché un’eccessiva diseguaglianza non può essere sostenuta nel lungo periodo e porta tensioni sociali. Qualche esempio: se va in crisi la classe media il settore del lusso potrebbe soffrire nel lungo termine, non è detto che ciò accada, ma è una variabile di rischio, mentre ci sono forse maggiori opportunità nel settore del turismo non di alto livello. Uno dei modi per ridurre le diseguaglianze, poi, è investire nell’istruzione, anche se occorre tener presente che gli effetti di investimenti pubblici nell’istruzione si vedono nel medio termine. In questo settore si possono citare titoli come Curro, una rete scolastica indipendente attiva in Sud Africa. Oppure si possono trovare temi di investimento in zone come l’Africa: è il caso di MPesa, che si occupa di servizi finanziari che aiutano la digitalizzazione e il risparmio”.

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