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Economia

Le strategie di asset allocation nello scenario di mercato attuale e i rendimenti dei titoli pubblici ai minimi Come comporre il portafoglio tra corporate bond, azioni e asset alternativi e quali strumenti finanziari adottare

Azioni italiane fanalino di coda, penalizzate da andamento degli utili e scarso peso dei settori trainanti

Il domestic bias, l’inclinazione a investire sul mercato azionario nazionale che si conosce meglio, si è rivelato molto penalizzante per l’investitore italiano, quantomeno nel medio-lungo periodo
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Nel Credit Suisse Global Investment Yearbook 2021, l’analisi dei rendimenti reali, calcolati cioè al netto dell’inflazione, è condotta su un arco temporale lunghissimo, parliamo di 121 anni e l’Italia occupa il penultimo posto tra 21 paesi in termini di rendimento delle azioni (è intorno al 2% annuo, peggio di noi ha fatto solo il listino austriaco) ed è anche uno dei quattro paesi che registrano un rendimento obbligazionario negativo; ancora più negativo si è rivelato l’investimento in Bot e nei suoi predecessori.

Se restringiamo il campo di osservazione a un periodo di 15 anni, i risultati non cambiano di molto. Dal gennaio 2006 a febbraio 2021 la performance cumulata dell’indice Msci Italy, calcolata in euro e considerando il reinvestimento netto dei dividendi, è negativa, di poco inferiore al 13%, contro un guadagno dell’84% circa dell’indice delle azioni francesi e il +114% dello Msci Germany; le azioni spagnole hanno fatto meglio, con una performance cumulata positiva del 26% e avrebbe reso di più anche investire in titoli di Stato italiani: complice il ribasso dei tassi, la performance dei titoli governativi italiani registrata nello stesso arco temporale dall’indice Ice BofA è stata pari al 103%.

La performance negativa del mercato azionario italiano rispecchia l’andamento negativo degli utili, come viene evidenziato nel raffronto condotto da Yardeni Research, che utilizza i dati di consensus degli analisti raccolti da Ibes/Refinitiv e relativi sempre agli indici azionari Msci di questi quattro paesi. Gli utili per azione previsti per le aziende italiane non sono più riusciti a toccare i valore raggiunti prima della crisi finanziaria del 2007: posto pari a zero l’utile per azione atteso a fine gennaio 2006, a fine febbraio 2021 si collocava su un livello pari a -45,5; sono inferiori al dato del gennaio 2006 anche gli utili attesi dell’indice Msci Spagna (-33) e Francia (-6,6); l’unico indice che mostra utili per azione più elevati di quelli iniziali, sia pure distanti dal picco toccato nel 2018, è l’indice Msci Germany con un +30,5.

 

Sulla dinamica degli utili dell’indice azionario italiano gioca un ruolo determinante la composizione del suo paniere che vede banche e assicurazioni pesare oggi per quasi il 30% e quello delle utilities per il 25%. La composizione dell’indice Msci Spain è molto simile, questi due settori arrivano a superare il 55%, mentre nel paniere dello Msci Germany i titoli finanziari pesano per il 14,5%, ma sono ben rappresentati i beni di consumo discrezionali (20%) e il settore industriale (16%) con l’Information Technology che pesa quasi per il 14%; l’indice Msci France mostra una ripartizione per settori omogenea, ma anche qui sono trainanti il settore industriale e i beni di consumo discrezionali.

Se guardiamo alle previsioni di crescita degli utili, la fonte è sempre Yardeni Research, quest’anno l’indice italiano dovrebbe recuperare il 45,7%, dopo il -40,6% stimato per il 2020, per poi riuscire a superare di poco i valori 2019 grazie al +17,7% di crescita atteso per il 2022. Per avere un termine di paragone, le previsioni degli analisti per l’indice Msci Germany sono di una crescita degli utili del 32,2% nel 2021, tale da riassorbire ampiamente il calo del 16,1% subito lo scorso anno, e di un ulteriore incremento del 17,9% nel 2022 [dati al 4 marzo 2021].