Turismo, l’Italia è in pieno boom. Il sistema aeroportuale secondo Arthur D. Little, supererà i 150 milioni di passeggeri quest’anno e promette un ritorno a livelli pre-pandemia entro il 2023; gli hotel sono in pieno rilancio e in lungo e in largo per il Belpaese è un via vai di viaggiatori, molti dall’estero, tanti dall’interno alla scoperta di nuove mete. Per non parlare dei ristoranti. Il caro energia ha fatto schizzare le bollette delle famiglie e delle strutture di ospitalità e la guerra in Ucraina ha gettato ombre di incertezza sullo scenario geopolitico. Eppure, i ristoranti, nonostante abbiano dovuto aumentare i prezzi, vanno prenotati con largo anticipo. Un esempio: da Vittorio, tre stelle Michelin dei fratelli Cerea in quel di Brusaporto, Bergamo, c’è la fila. E la famiglia Cerea nel 2022, secondo il rating di Pambianco, ha archiviato la pandemia con un fatturato da record, primi nella ristorazione. Abolite le misure di sicurezza e dopo tanti lockdown, come una bottiglia di champagne in Italia è esplosa la gioia di muoversi, di socializzare.
L’Italia, secondo le rilevazioni Enit su dati Istat e Banca d’Italia, sta registrando incrementi di arrivi da ogni Paese con entrate per 21,3 miliardi di euro (+22,7% sul 2020). Dai dati Unwto, organizzazione mondiale del turismo, gli arrivi dei primi sette mesi dell’anno hanno raggiunto il 57% dei livelli pre-pandemia. Rispetto invece allo stesso periodo del 2021, nel periodo gennaio-luglio 2022 gli arrivi di turisti internazionali sono quasi triplicati: +172%.
Un trend consolidato? O una bolla, destinata a ridimensionarsi dopo la prima euforia? “Credo che si tratti di un fatto strutturale destinato a perdurare”, commenta Armando Branchini, presidente di Intercorporate, uno dei massimi esperti di lusso, già presidente di Eccia, l’organismo di rappresentanza dell’alto di gamma europeo. Si apre una nuova, grande, opportunità per un asset dell’economia che vale, secondo le stime, il 14% del Pil italiano. Il trend è tutto in salita. E lo prova la corsa agli investimenti stranieri sugli hotel, soprattutto quelli di lusso.
L’ultima operazione è stata la cessione dal parte del Gruppo Baglioni della quota di controllo della holding a Palace Resorts, the Luxury Resort Powerhouse, il colosso messicano della famiglia Chapur, con una valutazione pari a 10 volte l’Ebitda. Il settore è in grande fermento. Secondo i dati Jll, big del real estate, si sono registrate transazioni di hotel fino al terzo trimestre 2022 pari a 1 miliardo di euro, per un totale di 20 operazioni. “Il boom legato al settore turistico degli ultimi mesi conferma un trend positivo, con una performance che anche a livello globale si avvicina al periodo pre-pandemico”, commenta Claudia Bisignani, Head of Hotels & Hospitality di JLL Italia, big del settore del real estate. Spiega Bisignani : “Secondo il nostro studio appena concluso Hotel Global Asset Management Report, riteniamo che questo trend possa proseguire, seppure in un regime di maggiore cautela”.
I principali passaggi di mano vedono l’Hotel Excelsior, al Lido di Venezia, ceduto da Coima a London & Regional Hotels; il Grand Hotel de La Minerva a Roma, acquisito dal Gruppo Arsenale; l’Hotel Bellevue Suites & Spa, a Cortina d’Ampezzo acquisito da Prodea Investments e Invel Real Estate, attraverso un Fondo di Investimento Alternativo (FIA) immobiliare di tipo chiuso. A livello di performance, dicono le rilevazioni di Wanderlust 2022 – The Cbre Hotels Event - altro big del mercato, nei primi sette mesi del 2022 l’Adr (Average Daily Rate) è cresciuto a Roma e Milano rispettivamente del 21% e del 14%, conseguendo i migliori risultati tra le capitali europee, con Roma seconda solo a Parigi in termini di tasso di crescita. Entro il 2025 i pernottamenti, indice chiave dell’industria alberghiera, supereranno di gran lunga quelli del 2019.
Per quella data una serie di hotel extralusso apriranno i battenti tra Roma e Milano. Al primo posto ci sono le attrazioni turistiche. Per studiare il fenomeno Deloitte ha fatto un focus sul Colosseo: da solo contribuisce per 1,4 miliardi di euro all'anno all'economia italiana (in termini di Pil) come attrazione turistico-culturale e ha un valore sociale pari a circa 77 miliardi di euro. L’emblema dell’Italia nel mondo è un benchmark: le cartoline degli asset iconici italiani non hanno limiti. Dal nord al sud il nostro Paese è una miniera senza uguali.
Lunga e stretta, l’Italia offre anche dal punto di vista naturalistico le esperienze più varie: mare, lago, montagna. Una “montagna di turismo” è il nuovo mantra del Piemonte, regione che si appresta a chiudere il 2022, secondo le stime di Unioncamere Piemonte, Confindustria Piemonte, Regione Piemonte e Uncem, superando i livelli precedenti alla pandemia generando l’8% del Pil regionale con il turismo, pari a oltre 11 miliardi di euro. In vista delle Olimpiadi invernali del 2026 a Cortina, Veneto, sono stati registrati investimenti per l’Hotel Cristallo, un trophy asset: Il progetto di rilancio della famiglia Gualandi (gruppo Coswel), proprietaria della celebre struttura di lusso, prevede la riqualificazione ma anche la gestione di altre tre strutture e per questo ha aperto le porte a un investitore internazionale, il fondo di private equity Attestor Capital, che investe nell’hotel con l’obiettivo di assicurare, attraverso investimenti significativi, le risorse necessarie alla riqualificazione. Sempre a Cortina d’Ampezzo ha riaperto il Radisson Savoia.
Non solo sci. La Ryder Cup di golf è il terzo evento sportivo più seguito al mondo, dopo i giochi olimpici e la finale mondiale dei campionati di calcio. Il Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma sarà l’hotel ufficiale della Ryder Cup 2023 che si terrà nella Capitale: l’hotel sarà completamente occupato dall’organizzazione, dai team e dagli sponsor dell’evento. Sold out anche da The St. Regis Rome, per un evento che metterà in moto un indotto pari a 1 miliardo di euro.
“Per quanto riguarda il boom di turisti registrato quest’anno non crediamo rappresenti una bolla ma piuttosto la conseguenza di una nuova attitudine al viaggio che si sta radicalizzando, anche alla luce dei due anni di pandemia “, incalza Robert Koren, vicepresidente Emea di Belmond, gioiello dell’ospitalità del gruppo Lvmh, big del lusso di Bernard Arnault, che sta spingendo molto sul versante dell’hotellerie di lusso in Italia. Un osservatorio privilegiato per studiare i nuovi trend. “Anche in termini di investimenti, il territorio ha una grande rilevanza in questa nuova concezione del viaggio di lusso - spiega Koren - La destinazione per noi rappresenta parte integrante dell’offerta, con lo scopo di far vivere un’esperienza autentica agli ospiti durante tutta la permanenza. Vediamo per esempio la presenza di due orti presso il nostro hotel in Chianti, Castello di Casole da cui i nostri clienti possono selezionare le verdure e le erbe aromatiche fresche per cocktail e piatti su richiesta. Non parliamo più di soggiorno fine a se stesso ma di turismo esperienziale. Ogni dettaglio deve essere totalmente integrato nel concetto di turismo esperienziale, sostenibile e legato alla stagionalità del terroir”.
Cultura, natura, cibo, vino. Nel raggio di pochi chilometri, si aprono mondi diversi. E Il cambiamento climatico da questo punto di vista, sta favorendo il superamento della cosiddetta stagionalità. “Al Pantheon non si vedeva un centimetro di asfalto”, racconta il manager di una multinazionale tedesca, sorpreso dalla folla di turisti e dal clima solare della “novembrata” romana. C’è chi per business e chi per piacere. O Anche solo per fare shopping. E il fashion è un altro asset chiave della nostra economia. Secondo il Marketwatch Pmi di Banca Ifis il fashion turism vale il 17% del conto economico del turismo nazionale. Una prova arriva dalla settimana della Moda 2022 di settembre, a Milano: Global Blue, società leader nel settore del tax free shopping, ha registrato che l’edizione appena conclusa ha addirittura superato il pre-pandemia per i valori della spesa tax free effettuata dai cittadini extra-Ue. Un risultato eccezionale, che mette alle spalle un periodo non facile per il mondo legato al travel-retail. A maggior ragione se si considera l’assenza dei russi e l’impatto meno incisivo dei cinesi, che invece prima della pandemia valevano il 40% del totale. Il recovery della spesa tax free si è quindi attestato al 110% rispetto all’edizione del 2019, mentre altrettanto significativo è risultato essere il tasso di recupero delle transazioni tax free, arrivato al 94%.
“Il turismo è la porta di accesso per promuovere il Made in Italy”, ha sostenuto il ministro del Turismo Daniela Santanchè al Wtm, World Travel Market, che si è tenuto a novembre a Londra. E l’Italia si vende bene da tutti i punti di vista. Un tempo era la Dolce Vita il sogno che vendevamo agli straniero. Oggi è la Grande Bellezza culturale: ”Il cinema italiano funziona, la narrativa si fa conoscere con autori interessanti come Elena Ferrante, tradotta in tutte le lingue”, commenta Armando Branchini. Oscar, ma non solo. Tra il 2017 e il 2021 i film italiani prodotti sono stati 1.130 tra finzione, documentario e animazione, dice una ricerca eMedia commissionata da Anica, e l’export vola. Il valore economico complessivo generato dalle collaborazioni internazionali di cinema tra il 2017 e il 2020 è stimato in circa 92 milioni di euro. E che dire della musica? Dopo Pavarotti, i Maaneskin: icona pop gender fluid, in reggicalze hanno conquistato Mtv European Music Award e l’American Music Award. Trasgressivi, ma globali, sono un Chiaro di luna (in danese): tutto sommato un omaggio a Beethoven per le future generazioni di turisti.