Le applicazioni delle tecnologie di registri contabili distribuiti (Distributed ledger technology - Dlt) e blockchain (Bct) come la tokenizzazione, la rappresentazione digitale programmabile di attività tradizionali, cambieranno il modo di operare nel mondo della finanza e in più in generale a livello aziendale. Ne è convinta Bank of America che in un suo rapporto, “Beyond crypto: tokenization”, afferma che la tokenizzazione, trasformerà le infrastrutture, finanziarie e non, e i mercati finanziari pubblici e privati nell’arco dei prossimi 5-15 anni, laddove innovazioni dirompenti come radio, televisione ed e-mail hanno richiesto 30 anni per diventare “mainstream”.
Gli esperti di BofA Global Research stimano che le attività tokenizzate diventeranno così onnipresenti che i "portafogli di token" saranno semplicemente indicati come "portafogli". Perché? Il rapporto lo spiega con un esempio: un consumatore potrebbe aprire un'app per controllare il valore di mercato, in tempo reale, di un portafoglio che include dollari tokenizzati, azioni, obbligazioni societarie, interessi in un fondo di private equity e in un immobile commerciale che si trova in un altro continente; con la stessa app può vendere il 47,62765% delle quote nel fondo di private equity alle 17:15 a 20 acquirenti diversi attraverso un mercato secondario liquido con un regolamento della transazione in tempo reale, 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Token, ma non “cripto”
I sistemi finanziari di oggi continuano ad essere costruiti su un'infrastruttura centralizzata e frammentata che richiede interfacce di programmazione delle applicazioni (Api) e intermediari terzi, un qualcosa che limita l'efficienza, l'interoperabilità, l'innovazione e la funzionalità. Le blockchain come quelle adoperate per le criptovalute sono una tipologia di libro mastro distribuito che elimina la necessità di ricorre a intermediari; sono pubbliche e sono permissionless, ogni utente può leggere il registro delle transazioni ed effettuare, senza la necessità di essere autorizzato da un’autorità centrale, la validazione delle transazioni, attività per la quale viene remunerato con token “cripto”. Al contrario, la tecnologia dei registri distribuiti può consentire la creazione di infrastrutture personalizzabili che facilitano l’utilizzo da parte di istituzioni finanziarie regolamentate e imprese, limitando l'accesso ai dati di rete (privati) e alla rete (permissioned - l’attività di validazione è consentita solo ai partecipanti autorizzati); anche qui viene meno l’esigenza di ricorrere a soggetti esterni, ma trattandosi di reti private e permissioned non occorre remunerare con token "cripto" i partecipanti.
I vantaggi della token economy
In campo finanziario le tecnologie Dlt/Bct possono consentire di comprimere o personalizzare i tempi di regolamento, di ridurre il rischio di credito, di aumentare la liquidità di attività precedentemente illiquide e di rendere più accessibili all’investitore al dettaglio asset alternativi o anche di creare nuovi asset; le imprese possono sfruttarle per ridurre i costi automatizzando i processi manuali, ottimizzare le catene di approvvigionamento, ampliare i potenziali pool di clienti o aumentarne la fidelizzazione. Secondo Bank of America, le opportunità maggiori sembrano averle i fornitori di infrastrutture in grado di offrire piattaforme di contabilità distribuita personalizzabili e sottoreti blockchain, contratti intelligenti sperimentati e verificati, sicurezza informatica, servizi di custodia/wallet o il cloud storage.
Non mancano i rischi, il quadro normativo e legale potrebbe frenare una diffusione ampia di asset tokenizzati, c’è poi il tema della sicurezza e i rischi legati alla mancanza di un coordinamento globale e di standard comuni e alla liquidità. La tokenizzazione, viene fatto notare, potrebbe favorire la creazione di mercati secondari per attività precedentemente illiquide, le quote di fondi di private equity citate nell’esempio, un’opera d’arte e molto altro ancora, ma la tokenizzazione fine a sé stessa, avvertono, rappresenterebbe solo uno spreco di risorse e la formazione di un mercato secondario privo di un’adeguata liquidità darebbe vantaggi limitati, in quanto è improbabile che si ottengano efficienza e benefici in termini di costo. “Siamo solo agli inizi di un grande cambiamento nelle infrastrutture e nelle applicazioni”, conclude il rapporto, “la tokenizzazione può rimodellare il modo in cui il valore viene trasferito, regolato e memorizzato”.