Logo Affari e Finanza

Economia

Le strategie di asset allocation nello scenario di mercato attuale e i rendimenti dei titoli pubblici ai minimi Come comporre il portafoglio tra corporate bond, azioni e asset alternativi e quali strumenti finanziari adottare

Febbre da intelligenza artificiale

Febbre da intelligenza artificiale
La borsa ha sinora premiato le aziende legate a infrastrutture e semiconduttori, in alcuni casi con performance da record, più difficile individuare le aziende che in futuro beneficeranno maggiormente delle applicazioni di questa nuova tecnologia
2 minuti di lettura

Siamo solo agli inizi, ma l’Intelligenza Artificiale (Ai) è destinata a impattare sulle nostre vite e sull’economia, le stime degli esperti non lasciano dubbi al riguardo. L’incremento della produttività atteso, in caso di una sua adozione diffusa, è stimato dagli economisti di Goldman Sachs fino a 1,5 punti percentuali all’anno per un periodo di 10 anni, un impatto, sottolineano, paragonabile ai boom di produttività ottenuti con l'adozione dell'elettricità e del pc/internet. La società di consulenza McKinsey ha invece identificato 63 possibili utilizzi di intelligenza artificiale generativa, relativi a 16 funzioni aziendali, che se applicati in tutti i settori potrebbero fornire tra i 2,6 e i 4,4 trilioni di dollari di benefici economici ogni anno, per avere un termine di confronto, il Pil 2021 del Regno Unito è stato di 3,1 trilioni di dollari.

L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità di investimento, ma in borsa la “febbre” dell’Ia è già partita, da inizio anno l’indice Stoxx Global Artificial Intelligence è cresciuto di oltre il 52% (dato al 27 luglio espresso in dollari con dividendi netti reinvestiti), contro il +16,5% dell’indice generale da cui deriva, lo Stoxx World AC All Cap Index. Le aziende che compongono questo indice operano in quattro diverse aree identificate all'interno del tema Ai, big data, cloud computing, semiconduttori e applicazioni di intelligenza artificiale, ma a essere responsabile di quasi metà della performance, si legge nel blog di Qontigo, la società del gruppo Deutsche Börse che elabora gli indici Stoxx e Dax, sono due titoli. Il primo è Nvidia (+214%), i cui sistemi aiutano a gestire l'Ia in tutto il mondo e le cui attese di ricavi del secondo trimestre sono risultati superiori del 50% alle previsioni degli analisti, grazie proprio alla crescita del computing accelerato e dell'Ia generativa; il secondo è Metaplatforms (+159%) che ha implementato l’intelligenza artificiale sulle sue piattaforme per aumentare il coinvolgimento e rendere la pubblicità più efficiente.

Se possiamo dare per assodato il fatto che l'intelligenza artificiale continuerà a dominare il mondo del lavoro da qui in avanti, ha osservato Giorgio Broggi, quantitative analyst di Moneyfarm, meno chiaro è l’elenco delle aziende che beneficeranno di questa svolta, la storia delle grandi rivoluzioni industriali è sempre costellata da aziende che nascono, si gonfiano, scoppiano e vengono dimenticate. “Potremmo vedere scoppiare molte meteore prima di scoprire le Google e le Amazon della quarta rivoluzione industriale, ammesso che ce ne saranno”, ha scritto in una recente nota. ”Un rischio non da poco in un mercato dove le valutazioni prezzo/utili di alcune aziende specializzate raggiungono cifre esorbitanti con rapporti oltre 30/40 punti, contro una media del settore tech intorno ai 25”.

Andamento dell'indice Stoxx Global Artificial Intelligence (Usd net return)

Andamento dell'indice Stoxx Global Artificial Intelligence (Usd net return)

 

Su una posizione analoga si collocano Ross Cartwright e George Fontaine di Mfs Im: “Quando si parla di Ai, non è ancora chiaro chi salirà sul carro dei vincitori. Vista la velocità con cui sta migliorando la tecnologia, le ultime novità della tecnologia cattureranno via via la nostra attenzione, ma, come per molte altre tecnologie, il primo ad arrivare sul mercato non sarà necessariamente il vincitore a lungo termine”. Al momento, spiegano, l’attenzione di Mfs si concentra su chi fornisce gli strumenti, ovvero le aziende che abilitano la tecnologia e che beneficiano dell'aumento della spesa attraverso le piattaforme Ai.

“Gli investitori attivi possono potenzialmente trarre vantaggio dal capire in quali aree questa tecnologia può migliorare i margini generando ricavi più elevati e riducendo al contempo i costi operativi”. In Ubs non ritengono che quella della Intelligenza artificiale sia una bolla speculativa, ma raccomandano agli investitori di considerare le aziende con evidenti trend di monetizzazione. La maggior parte della spesa relativa all’Ai, osservano, appare concentrata nella componente infrastrutturale, incentrata su semiconduttori e sull’hardware, data la necessità di costruire e “addestrare” enormi set di dati, ma con i maggiori segnali di ampliamento della domanda si aspettano che il segmento degli applicativi e dei modelli dei dati emerga come la forza dominante nel medio-lungo termine. “Pensiamo che il rapporto rischio-rendimento sia più attraente per le azioni di software, che, a nostro avviso, sono ben posizionate per cavalcare l'ampliamento delle tendenze della domanda di intelligenza artificiale. Vediamo opportunità significative nei prossimi trimestri ad esempio nell'integrazione dei "copiloti" di intelligenza artificiale nel software di produttività dell'ufficio, nella crescente domanda di analisi dei big data e nell'integrazione dell'intelligenza artificiale in immagini/video e altre applicazioni aziendali”.

I commenti dei lettori