La serie di statistiche economiche della scorsa settimana è stata accolta con favore dagli investitori in attesa di segnali di uno scenario “ideale”, in cui l’economia rallenti in misura sufficiente per fermare ulteriori aumenti dei tassi d’interesse senza però puntare ad una recessione. Con la stagione degli utili ormai terminata e la prossima riunione di politica monetaria della Fed il 19/20 settembre, i dati sono le notizie più importanti per i mercati. Questa settimana osserveremo l’indice Ism sui servizi in uscita mercoledì per capire se il settore è rimasto in territorio di espansione ad agosto. I dati della scorsa ottava avevano mostrato la resilienza sottostante dell’economia americana, evidenziando però che il rialzo dei tassi sta iniziando ad avere un impatto negativo sulle sue aree più deboli. Ad agosto sono stati creati 187mila posti di lavoro non agricoli, che invece erano diminuiti nei due mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione è salito dal 3,5% al 3,8%. La misura preferita dalla Fed per l’inflazione sottostante ha registrato i più piccoli aumenti rispetto al periodo precedente dalla fine del 2020. Uno dei principali produttori di veicoli elettrici ha abbassato il prezzo di alcuni suoi modelli finanche del 19%. La spesa dei consumatori è aumentata dello 0,8% a luglio, ma il reddito personale è cresciuto di appena lo 0,2% e le famiglie stanno utilizzando i risparmi in eccesso accumulati in precedenza. Prevediamo che la Fed lascerà i tassi invariati a settembre. I mercati azionari hanno espresso un rimbalzo sui dati della scorsa settimana, guidati dalle megacap, che sono state sospinte dalla discesa dei tassi di mercato. Il fatto che le azioni statunitensi continuino ad avere valutazioni elevate ci rende più ottimisti su altre regioni.
César Pérez Ruiz
In Europa, l’inflazione complessiva dell’Eurozona nel mese di agosto è rimasta invariata al 5,3% anno su anno. L’inflazione di fondo è diminuita leggermente dal 5,5% al 5,3%. I “falchi” tra i membri della Bce probabilmente spingeranno per un ultimo aumento dei tassi a settembre. Questo mese prevediamo un aumento di 25 punti base nel tasso sui depositi al 4%. Nel Regno Unito, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 5,3% anno su anno ad agosto anche in relazione al rialzo dei tassi. In Svizzera, i dati contrastanti dei sondaggi fanno intravedere un rallentamento dell'economia. L’inflazione svizzera ad agosto è rimasta stabile all’1,6% anno su anno, mentre l’inflazione di fondo è diminuita dall’1,7% all’1,5%. La Bns a settembre potrebbe attuare un ultimo aumento dei tassi di 25 punti base, al 2%.
In Cina, l’indice ufficiale dei direttori degli acquisti è migliorato ad agosto, battendo le previsioni di mercato ma restando in territorio di contrazione. Le misure recentemente annunciate dalla Cina per stabilizzare la crescita includono tagli degli importi minimi degli anticipi per i mutui immobiliari e l’abbassamento dei tassi sui mutui già in essere. La riduzione della tassa di bollo sulla negoziazione dei titoli mira a stabilizzare il mercato azionario e a contribuire a ripristinare la fiducia dei consumatori. Siamo neutrali sulle azioni dei mercati emergenti asiatici. Solitamente settembre è un mese difficile per le azioni a causa dell’aumento della volatilità. Il colpo di Stato in Gabon della scorsa settimana è stato l’ottavo in tre anni nell’Africa occidentale e centrale. La Russia ha in programma di tagliare le esportazioni di petrolio di 300mila barili al giorno a settembre, e l’Arabia Saudita e l’Iran sono stati invitati ad aderire al Brics, una mossa che dovrebbe rafforzare il controllo del gruppo di economie emergenti sui mercati del petrolio. Siamo positivi sul petrolio.
*Head of Investments & Cio di Pictet Wealth Management