Logo Affari e Finanza

Economia

Le strategie di asset allocation nello scenario di mercato attuale e i rendimenti dei titoli pubblici ai minimi Come comporre il portafoglio tra corporate bond, azioni e asset alternativi e quali strumenti finanziari adottare

La revisione del bail-in

La revisione del bail-in

Nella proposta di revisione delle norme europee per la gestione delle crisi bancarie aumenta la tutela dei depositanti e si amplia la platea dei depositi protetti

2 minuti di lettura

Introdotto a partire del 2014, il quadro normativo Cmdi - Crisis management and deposit insurance - che regola, a livello europeo, la gestione delle crisi bancarie e l’assicurazione dei depositi, si prepara a una sorta di “tagliando”. Lo scorso aprile la Commissione europea ha adottato una proposta di modifica, da sottoporre a dibattito nel Parlamento europeo e nel Consiglio, che riguarda le diverse normative che compongono il Cmdi, ossia la direttiva sul recupero e la risoluzione delle banche (Brrd), la direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi (Dgsd) e il regolamento sul meccanismo unico di risoluzione (Srmr) che deve garantire una risoluzione ordinata delle banche in dissesto.

Maggiori tutele per i depositanti

La Brrd in particolare prevede una serie di strumenti che possono essere applicati alle banche in difficoltà e tra questi ci sono i piani di risoluzione, la ristrutturazione di una banca allo scopo di ripristinare condizioni di sostenibilità economica. Per finanziare i piani di risoluzione possono essere utilizzati il Fondo di risoluzione unico e, a determinate condizioni, anche i sistemi nazionali di garanzia dei depositi. Una delle principali condizioni per accedere al Fondo di risoluzione è che gli azionisti e i creditori contribuiscano al “bail-in”, il salvataggio “interno”, la riduzione del valore delle azioni e di alcune tipologie di crediti o la loro conversione in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca, per un importo pari ad almeno l'8% delle passività totali e dei fondi propri della banca fallita; nella procedura di bail-in sono coinvolti, in ordine di priorità, gli azionisti e i detentori di altri titoli di capitale, gli altri creditori subordinati, i creditori chirografari (categoria che comprende le obbligazioni senior) e infine i depositi.

L’esperienza di questi anni ha però dimostrato che per alcune banche di medie e piccole dimensioni, caratterizzate da un’elevata prevalenza di depositi tra le passività, soddisfare la condizione dell’8% può comportare perdite per i depositanti, con ricadute negative sulla società, sulla fiducia dei depositanti e sulla stabilità finanziaria. La proposta di modifica messa a punto dalla Commissione si propone di facilitare l'uso dei fondi dei sistemi nazionali di garanzia dei depositi e del fondo di risoluzione unico, così da proteggere da perdite i depositanti.

Tutti i depositi sono eguali

A cambiare è anche la gerarchia dei depositi in caso di bail-in. Nella Brrd attualmente in vigore è prevista una gerarchia su tre livelli, i depositi entro i 100 mila euro godono di una “doppia preferenza”, sono protetti (è il sistema di garanzia dei depositi che paga al loro posto) e privilegiati, sono chiamati a partecipare al ripianamento delle perdite per ultimi, preceduti dai depositi privilegiati non protetti (la parte di depositi di persone fisiche e Pmi che supera il livello di copertura di 100 mila euro) e dai depositi non privilegiati e non protetti (i depositi delle imprese diverse dalle Pmi che superano il livello di copertura di 100 mila euro) e da tutti i depositi che sono esplicitamente esclusi dai sistemi di garanzia, come i depositi di enti pubblici ed enti finanziari.

Nella nuova versione scompare la gerarchia, tutti i depositi sono su uno stesso livello, ma la protezione assicurata ai sistemi di garanzia dei depositi è estesa ai depositi di enti pubblici come scuole, università, ospedali e comuni, per salvaguardare il denaro pubblico e, a determinate condizioni, ai fondi che istituti di moneta elettronica, istituti di pagamento e imprese di investimento ricevono dai loro clienti.

Regole uniformi per i “saldi temporanei elevati”

Un’altra modifica contenuta nel pacchetto di proposte della Commissione riguarda l’armonizzazione a livello europeo della protezione dei saldi temporanei elevati, ossia i depositi di somme superiori ai 100 mila euro che derivano da alcuni specifici eventi elencati dalla normativa, ad esempio vendita di immobili, divorzio, pensionamento, fine del rapporto di lavoro, invalidità, morte. Le norme attualmente in vigore prevedono che questi importi siano protetti per un periodo di almeno tre mesi e fino a un massimo di 12 mesi dopo l’accredito dell’importo, lasciando agli Stati membri la definizione di limiti di importo e di tempo; nel nostro paese non è previsto un valore massimo e il limite temporale è fissato in nove mesi.

Nella proposta di modifica della direttiva viene stabilito che siano protetti per almeno 500 mila euro per una durata di sei mesi; per quanto riguarda i depositi derivanti da operazioni immobiliari viene introdotta la condizione che esse siano concluse a breve termine da una persona fisica e che tale persona fisica possa fornire documenti comprovanti tale operazione.

I commenti dei lettori