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Società innovative per future alleanze

Società innovative per future alleanze

Banca Ifis ha avviato uno scouting nel settore per individuare realtà che possono offrire convincenti opportunità di sviluppo. "La tecnologia permette anche di produrre di più e in maniera più sostenibile"

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Da competitors ad alleati. Si può riassumere così la parabola che ha segnato negli ultimi anni il rapporto tra banche e realtà innovative del settore, nella consapevolezza che la collaborazione può essere la chiave per restare competitivi in uno scenario in costante evoluzione e segnato dalla rapida avanzata del digitale e delle nuove tecnologie. Un ambito, quello del fintech, al quale il mondo bancario guarda con crescente attenzione per riuscire a cogliere le sfide che promettono di tenere banco nel prossimo futuro e che spaziano dalle innovazioni sui pagamenti a quelle nell’ambito dell’esperienza clienti. È il caso di Banca Ifis, che al tema ha anche dedicato il convegno “Semplicemente fintech”, tenutosi nei giorni scorsi a Milano, organizzato in collaborazione con Repubblica e il Centro Arcelli per gli Studi Monetari e Finanziari (Casmef) della Luiss.

"Oggi occorre distinguere tra i diversi mondi presenti all’interno del mondo fintech e riuscire a districarsi tra rischi e opportunità”, sottolinea Frederik Geertman, ceo di Banca Ifis. “Come banca abbiamo avviato uno scouting strutturato a livello internazionale per individuare le società innovative che possono aiutarci a risolvere determinati problemi. Una volta individuate, integriamo le tecnologie e miglioriamo o sviluppiamo nuovi servizi senza dover creare delle strutture interne dedicate”. Al contempo, ha aggiunto, il settore sta andando incontro a una maggiore selettività: “Per molti operatori fintech restano infatti aperte problematiche legate alla sostenibilità economica, alla robustezza in termini di compliance e alla reperibilità e onerosità del funding”.

Il ceo di Banca Ifis si sofferma poi sul tema dell’intelligenza artificiale, tecnologia che promette di rivestire un ruolo sempre più centrale nel mondo bancario e fintech. “Si tratta di una straordinaria opportunità per risparmiare sui costi, facilitare i processi amministrativi e rendere più facile l’interazione con i clienti. Occorre però ancora lavorare sulla regolamentazione per incrementare la fiducia in questa tecnologia”.

Per Banca Ifis, l’attenzione al fintech si inserisce in una vision più ampia che punta ad accelerare lo sviluppo sull’innovazione tecnologica e sul digitale, considerati come driver strategici per la crescita. Ad esempio, all’interno del proprio piano industriale Does (digital, open, efficient, sustainable) per il triennio 2022-24, la Banca ha fissato l’obiettivo di arrivare entro la fine dell’anno al raddoppio dell’acquisizione dei clienti attraverso canali digitali (oltre il 40% rispetto il 25% di oggi) nel segmento corporate and commercial banking e ridurre il tempo impiegato per l’erogazione dei finanziamenti. Mentre nel settore Npl (non-performing loans) è stato implementato l’uso della robotica e di strumenti di analytics per accelerare i processi di recupero. Sempre nel segmento degli Npl è stato inoltre sviluppato un modello di recupero etico per la re-inclusione finanziaria delle famiglie. La banca è infatti molto attiva sul fronte della sostenibilità.

"Oggi le aziende, e in particolare le società quotate, sono chiamate a ridurre il focus sui risultati di breve periodo e a concentrarsi sulla sostenibilità, con l’obiettivo di creare valore di lungo periodo”, sottolinea Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis. Che prosegue: “Siamo convinti che profitto, coesione sociale ed etica, insieme al rispetto dell’ambiente, debbano rappresentare un concetto sempre più olistico all’interno della nostra economia e che occorra produrre e consumare sempre meglio. In questo un ruolo importante è svolto dalla tecnologia che, attraverso l’uso delle macchine, permette di produrre di più e in maniera più sostenibile”.

Il presidente di Banca Ifis cita poi come modello da tenere a mente il rapporto Brundtland presentato nel 1987, in cui si definisce “sviluppo sostenibile quello che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”. “Oggi a dare nuova linfa a questi principi è l’agenda per lo sviluppo sostenibile, adottata all’unanimità dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, che prevede 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030”, osserva Fürstenberg Fassio.

Sono diverse le azioni intraprese dal gruppo su questo fronte. Tra queste, l’adesione alla Net-Zero Banking Alliance, l’iniziativa delle Nazioni Unite che ha l’obiettivo di arrivare a zero emissioni nette da parte del settore bancario entro il 2050, e l’avvio di un progetto per supportare le Pmi nella transizione sostenibile. Sono, inoltre, state intraprese diverse azioni per favorire il benessere e la soddisfazione dei dipendenti, dai programmi di formazione ai piani di welfare dedicati. Un impegno che si esprime anche attraverso Kaleidos, social impact lab lanciato nel 2022 che ha l’obiettivo di sviluppare progetti a elevato impatto sociale agendo su tre aree: comunità inclusive; benessere delle persone; cultura e territorio.

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