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Il vino del monastero

Riapre a Santo Stefano Belbo la cantina delle "Suore del vino bianco": ma non produrrà più vino da messa bensì  le etichette di Beppe Marino che ha deciso di rilanciare gli impanti fermi dal 2012, trasferendo lì la sua cantina

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Vino da messa, vino da mercato. Il moscato per la celebrazione eucaristica che producevano le suore del monastero di Santo Stefano Belbo non si fa più ormai da quattro anni, da quando le consorelle , le Figlie di San Giuseppe, hanno definitivamente lasciato il sito. Smaltite le scorte, gli impianti si sono fermati. Ora il  Monastero delle "Suore del vino bianco", come veniva chiamato, riprende in pieno la sua attività sotto l'insegna di Beppe Marino, affermato produttore di Langhe e Monferrato dal 1972, con il suo Moscato d'Asti, soprattutto, ma anche Barbera d'Asti, Freisa, Dolcetto d'Alba, Chardonnay e Brachetto.
Per inaugurare la nuova cantina, Beppe Marino aprirà le  porte del monastero, in anteprima, durante il fine settimana organizzato da Movimento Turismo Vino, in occasione di Cantine Aperte, i prossimi 28 e 29 maggio.
La cantina Beppe Marino riprenderà l'attività interrotta dopo la vendemmia 2010. L'edificio, dedicato alla fornitura di Moscato per tutte le eucarestie d'Italia secondo una tradizione che si era radicata nel territorio dal 1906, è stato ristrutturato, pulito e dotato di moderni macchinari per la produzione enologica, ma rimasto in disuso da allora, con grande rammarico dei cittadini di Santo Stefano e della
Congregazione delle Figlie di San Giuseppe che, a malincuore, ha dovuto lasciare la struttura per mancanza di personale, dovuta a una flessione delle vocazioni.
Dall'attuale sede in Via Stazione 23, la cantina Beppe Marino, si trasferirà durante le prossime settimane nei locali dello storico edificio sacro in Via Monsignor Bussi 3, per continuare ideologicamente quell'attività di passione, amore e attenzione al territorio che le Sorelle
avevano iniziato e portato avanti per più di un secolo. «Il monastero era luogo di una grande importanza sociale e culturale che, al pari dei natali pavesiani, dava lustro nazionale e non solo a Santo Stefano Belbo - ha dichiarato Maurizio Marino, figlio di Beppe ed enologo dell'azienda di famiglia – per questo non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione di utilizzare questa nuova sede per proseguire la nostra attività e far rinascere idealmente quella delle Figlie di San Giuseppe».