Logo Affari e Finanza

Economia

Come sono cambiati e come si evolvono i consumi degli italiani. Un osservatorio in tempo reale sull'andamento delle vendite, dei prezzi e degli stili di vita. Giorno per giorno con numeri, persone, fatti e storie

Il vino in bicicletta

Andrea Moser, di Kellerei Kaltern–Caldaro,  e Gerhard Sanin, di Erste+Neue, hanno scelto di pedalare per  far conoscere la Schiava, vitigno principe del Lago di Caldaro, attraverso l'Italia. Un viaggio per gustare gli abbinamenti con pesci,  mozzarelle, pizza e tutte le cucine di diversi territori

2 minuti di lettura

Sono partiti a metà maggio da Caldaro, in Alto Adige, e in tandem, in bicicletta, attraversano l'Italia per far conoscere i loro vini. Andrea Moser, di Kellerei Kaltern–Caldaro,  e Gerhard Sanin, di Erste+Neue, hanno scelto di pedalare per  far conoscere la Schiava, vitigno principe del Lago di Caldaro. Un vitigno ancora poco noto oltre i territori di provenienza. Ma che, come provano le tappe dei due produttori, si sposa invece bene con le cucine di tante regioni.

Colore rubino chiaro, profumi fragranti e fruttati, frescho e con un tannino mai troppo aggressivo, di modesta gradazione alcolica: il Kalterersee, come si chiama in Alto Adige il Lago di Caldaro Doc, ha una dote oggi molto apprezzata dal mercato:  la bevibilità. Che pure non perde mai di eleganza. La tradizione lo sposa con lo  speck: è il vino che da sempre non può mancare sulle tavole altoatesine. Ma il viaggio in bicicletta vuole dimostrare come questo vino possa accompagnare tante cucine ed entusismare i cuochi nella creazioni di piatti di territorio da abbinare a un vitigno "di altra terra.

La bicicletta, simbolo della mobilità sostenibile, il tandem, che rafforza il concetto di squadra, di team: c'è tutto il mondo del vino in questa immagine dei due produttori che pedalano, il mondo della terra, della sostenibilità. Della buova tavola ma anche del turismo ecologico, dove i prodotti dell'agricoltura richiamano attenzione e traffico insieme ai musei e alle bellezze artistiche e culturali. Un patrimonio culturale di cui è ricca l'Italia. In epoca di consumi a zero chilometro, il vino ha una sua storia a parte, racconta tanti chilometri zero, che però si devono poter apprezzare anche sulle altre tavole. Insomma, una fertilizzazione incrociati dei vitigni autoctoni che serve a valorizzare le tante diversità che solo l'Italia, nel panorama vinicolo mondiale, sa esprimere.

Da Caldaro all’Isola Capri. Dal Lago ai piedi delle Dolomiti ad una delle più affascinanti isole del Mediterraneo. Dal 15 al 26 maggio Andrea Moser e Gerhard Sanin hanno percorso più di 1.000 chilometri  in 12 tappe, attraversando Trentino Alto Adige, Emilia, Toscana, Lazio e infine Campania. La tappa più lunga è stata tra Terracina  e Napoli, la più impegnativa la Reggio Emilia – Fanano attraverso i valichi degli Appennini fino a quota 1.842.

Un saliscendi tra ritmi serrati e andamenti dolci, che rispecchia le diverse tappe del gusto: il confronto del Prarrhof di  Kellerei Kaltern-Caldaro e il Luchtenburg di Erste + Neue, le due etichette di punta a base Schiava, con il pesce del Garda, con la mozzarella di Vacca Rossa emiliana, con il parmigiano del Cimone e mirtilli, con pici e tagliere di salumi toscani, con quanto di meglio offre il mercato del pesce di Terracina e così via fino al confronto con la pizza napoletana.