La Repubblica - Economia&Finanza

Osserva Italia

Come sono cambiati e come si evolvono i consumi degli italiani. Un osservatorio in tempo reale sull'andamento delle vendite, dei prezzi e degli stili di vita. Giorno per giorno con numeri, persone, fatti e storie

Vinitaly, incubatore di tendenze e brand globale

Tutte le novità del piano di sviluppo di Veronafiere Spa, presentate dal direttore generale Giovanni Mantovani e dal presidente Maurizio Danese a Milano, nel cuore della Wine Week

di Paola Jadeluca

"Non vogliamo solo condividere, ma vogliamo creare una vera community, una comunità internazionale sempre più grande legata dalla stessa passione, stessi interessi e pronta a formulare sempre nuove idee": Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere  Spa vuole fare di  Vinitaly un brand globale punta a fare leva su una strategia che le griffe del fashion stanno adottando sempre più con successo: la creaazione di un network per comunicare, per aiutarsi, per collaborare, per formulare idee innovative. Un network online, in grado di abbattere ogni frontiera, linguistica, culturale e di stili di vita. Una community che diventa un testimonial collettivo della propria cultura.
Veronafiere non a caso si accinge a riunire tutte le sue attività sotto l’unico brand Vinitaly,  e tutte accessibili, presto, da un unico portale web. A Milano, nel cuore della Wine Week, Veronafiere ha chiamato a raccolta una rosa di produttori di punta per delineare le strategie della società e le iniziative a supporto del settore vitivinicolo. A partire dall'export.

L'export

In piena guerra dei dazi, gli Usa hanno risparmiato il vino italiano, ma lo scenario non è comunque dei più rosei. "I dazi potranno cambiare le carte in tavola, ma il report di mercato dice che a oggi quella italiana è la crescita minore tra i top 6 fornitori, e dice anche che oltre al solito aumento in doppia cifra dello sparkling (+10,6%) i nostri fermi imbottigliati negli Usa non vanno oltre un incremento dell'1,2%", ha raccontato Mantovani.  La performance italiana negli Usa è sotto la media:"A valore +3% contro una media importa vicina a +8%, con la Francia che quasi quintuplica il dato italiano, a +14%, questo è un aggiornamento appena uscito e non ancora reso noto dal nostro Osservatorio".   
Ecco allora che alla crescita del business si può contribuire anche con nuove forme di linguaggio e di racconto multitarget.  Digitale, dunque, ma anche internazionale ed educativo. Sono i tre pilastri sui quali si fonda il piano  di Veronafiere.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
Appena tornati dal Brasile, dove si è chiuso “Wine South America” n. 2, e pronti per il Vinitaly Hong Kong 2019 (dal 7 al 9 novembre, lo sguardo è proteso verso il grande debutto, nel 2020, di“Wine to Asia”: avrà sede a Shenzhen, 9-11 novembre 2020, , prima kermesse organizzata direttamente da un fiera italiana in terra asiatica. L'evento è realizzato in partnership con l’agenzia cinese specializzata Pacco Communication Group): “E' un progetto che prende finalmente vita, e su cui puntiamo molto - ha detto Giovanni Mantovani - e l’obiettivo è mettere insieme una squadra di 400 espositori di primo piano del vino italiano in un'area fondamentale, considerata la Silicon Valley del Dragone, di fronte a Hong Kong-Macao Greater Bay Area, nel  Guandong, che conta oltre 100 milioi di persone e un'tà  media di 32 anni, è una piazza strategica per il business del vino, fortemente proiettata al futuro”. Il viaggio attorno al mondo del food & wine di Veronafiere  va da Stati Uniti a  Russia da Cina, Brasile, dalla Thailandia al Messimo, dal Canada alla Polonia. Senza dimenticare il Vecchio Continente.

Incubatore di tendenze
Apettative positive per la nuova edizione che si terrà a Verona dal 19 al 22 aprile 2020. «Al netto di accorpamenti e uscite dal mercato, negli ultimi 5 anni Vinitaly ha visto immutati il 95% dei suoi espositori. Un'alta fedeltà, unica nel panorama fieristico internazionale, che rappresenta il miglior biglietto da visita per una manifestazione che non cambia i propri protagonisti ma punta a renderli sempre più smart e globali»: ha messo in evidenza il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, sempre in occasione di un incontro con gli stakeholder di Vinitaly.
I progetti di espansione della piattaforma sono tanti. E la formazione è una delle chiavi di volta. Con la Vinitaly International Academy e wine2wine, il forum di formazione per le imprese (a Verona, il 25 e 26 novembre), Vinitaly  diventa sempre più anche strumento culturale. “vogliamo diventare un  incubatore di tendenze attraverso la rappresentazione fisica e virtuale dei trend emergenti nel panorama del vino made in Italy”, spiega Mantovani.
"Vinitaly andrà nel mondo, ma porteremo il mondo a Vinitaly”, ha ribadito Mantovani. E così, a Verona, nel 2020 (edizione n. 54, 19-22 aprile), a proposito di tendenze, se cresce l’area dedicata al bio (con l’Organic Hall), ci sarà l’ingresso degli Orange wine, la crescita della presenza di nuovi produttori esteri, ma anche il nuovo spazio curato dal wine-writer Ian D’Agata “Micromega wine”: "Come vuole indicare il nome, è dedicato ad aziende con piccole produzioni a varietà indigena, in piena fase di rivalutazione dei vitigni autoctoni  ad alto tasso qualitativo per renderle protagoniste nei grandi scenari macroeconomici".

Tra le nuove tendenze sempre più spazio ai produttori Sloveni, Croati e dell'area dei Balcani in generale, oltre che dell'Austria, Paesi che nelle ultime edizioni hanno fatto registrare grande interesse e hanno movimentato traffico di consumatori e buyer.

Vinitaly 4.0
A condurre le imprese ad attraversare trasversalmente le tendenze del vino pensa anche la tecnologia:
grazie all’indicizzazione di tutti i dati anche con tecniche ugc (user generated content) della Vinitaly directory, sarà possibile effettuare percorsi tematici attraverso un’app a portata di smartphone, il device più utilizzato per le info dagli operatori in fiera (60% dei casi).
Vinitaly, focus sulla sostenibilità sociale e sui mercati della domanda, su blockchain e innovazione digitale, ma anche l'annuncio di Wine Spectator dei 100 produttori italiani protagonisti a OperaWine 2020.

Il tuo contributo è fondamentale per avere un’informazione di qualità. Sostieni il giornalismo di Repubblica.

Abbonati a Rep: 1 mese a solo 1€
© Riproduzione riservata