
La sentenza del Tribunale che le dava torto le è stata consegnata niementeno che a New York. "Alessia Antinori presiedeva una degustazione da 175 dollari a persona presso l’ Italian Wine Merciants per presentare i vini prodotti a Fiorano da suo nonno il Prince Alberico Boncompagni Ludovisi": lo racconta sul suo sito Donatella Cinelli Colombini, vestale del Casato Prime Donne, di nobili orgini anche lei, dunque avvezza a storie di saghe e faide che si sono perpetrate nel tempo. Scrive Donatella: In quella sede che due persone le hanno presentato dei documenti legali contestandole l’uso del nome “Fiorano”. Un colpo di scena organizzato del lontano cugino Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi che ha anche rilasciato una dichiarazione sull’accaduto a The Drinks Business"My farm estate Tenuta di Fiorano has the the exclusive rights in European Union and the rest of the world to the brand names ‘Fiorano’ and ‘Fioranello". la mia azienda Tenuta Fiorano ha il diritto di usare il nome Fiorano e Fioranello in esclusiva in Europa e nel resto del mondo.
Sembra la continuazione del Marchese del Grillo, commenta Donatella Cinelli Colombini.
IL NONNO ALBERICO
I BRAND
Alessia ha da tempo iniziato a commercializzare il suo vino con il nome di “Fattoria di Fiorano”, Il più nobile di tutti" aveva scritto il New York Times; suo biscugino Alessandrojacopo Boncompagni ha invece creato il brand “Tenuta di Fiorano” ed ha imbottigliato a partire dalla vendemmia 2012 ma sembra accampare diritti anche sui nomi Fiorano e Fioranello in qualunque modo siano scritti. L'ufficio stampa fa circolare in questi giorni il testo della sentenza n.12313 emessa il 15 settembre 2020, che ha definitivamente riconosciuto che l'unico marchio Fiorano legittimo è quello legato al nome del principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, dichiarando nulli tutti gli altri marchi in circolazione utilizzati dalla Marchesi Antinori e proibendo la produzione e la commercializzazione di vini sotto tale nome.
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