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L'enoturismo sostiene le vendite dirette in cantina, tra pic-nic e degustrazioni

L'enoturismo sostiene le vendite dirette in cantina, tra pic-nic e degustrazioni
In base a uno studio condotto da Divinea,  il 73,8% di chi vive un’esperienza enoturistica tende ad acquistare almeno una bottiglia di vino
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Il turismo del vino attrae in Italia un numero crescente di appassionati oltre che di semplici curiosi, promuovendo le vendite dirette in cantina e, attraverso la raccolta e la digitalizzazione delle informazioni relative ai clienti, quelle online. A rivelarlo è Divinea, azienda specializzata in prodotti e servizi digitali per il settore vitivinicolo, che nel ‘Report enoturismo e vendite direct-to-consumer 2023’ ha analizzato i dati di circa 300 cantine clienti.

In particolare, il 73,8% di chi vive un’esperienza enoturistica tende ad acquistare in cantina almeno una bottiglia di vino. Il 95,1% delle esperienze sono anche in lingua inglese ma solo il 31,8% delle cantine riceve i visitatori anche la domenica e solamente il 7,5% dei siti web consente di prenotare una visita pagando anticipatamente online.

“I dati raccolti e analizzati da parte del nostro osservatorio mettono in luce come in maniera sempre più evidente sia indispensabile erogare un servizio enoturistico serio e strutturato se si desiderano incrementare nel tempo le proprie vendite dirette - spiega Roberto Villa, responsabile marketing e digital di Divinea - L’azienda vinicola è, in assoluto, il luogo migliore per vendere vino ai privati mentre il momento più efficace per la raccolta delle informazioni dei clienti è quando c’è il massimo coinvolgimento reciproco ovvero durante e dopo un'esperienza in cantina”.

Per quanto riguarda le tipologie di servizi offerti, se le degustazioni tradizionali interessano il 70,8% del campione (in linea con i dati del 2021), a crescere sono quelle ‘speciali’ come, per esempio, le esperienze enogastronomiche ed i pic-nic che, complessivamente, raggiungono ormai il 18% dell’offerta. Cala del 3,3%, invece, il costo dello scontrino medio delle prenotazioni enoturistiche (da 85,5 euro del 2021 a 82,7 euro del 2022) nonché il tempo che intercorre tra la prenotazione e la visita in cantina (da 23 giorni del 2019 a 12 giorni del 2022).

In crescita gli investimenti in innovazione digitale e strumenti di raccolta dati. “Finalmente è arrivata la consapevolezza dell’importanza di raccogliere dati - continua Villa - Anche nel mondo del vino italiano l’utilizzo di strumenti tecnologici per gestire la relazione con i clienti sta diventando un ‘must have’ per tutte le realtà che desiderano incrementare le vendite con i privati”. In questo contesto, il 21,5% del campione (contro il 22,4% del 2021) dichiara, peraltro, di non raccoglierli complice la mancanza di strumenti (37,8%) e di tempo (31,1%). A livello di marketing online, inoltre, il 35,3% delle aziende investe mediamente meno di 200 euro al mese mentre il 23,5% non destina alcuna risorsa. L’e-mail marketing interessa, infine, il 51,5% delle aziende vinicole.