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Brescia, una città che cambia

I grandi poli produttivi degli anni Settanta e Ottanta hanno lasciato spazio alle Pmi con un elevato tasso d’innovazione. Ma anche agricoltura e turismo assumono ruoli da protagonisti per garantire una diversificazione del tessuto economico

L’industria la fa sempre da protagonista, ma ha cambiato volto, con i grandi poli produttivi degli anni Settanta e Ottanta che hanno lasciato spazio a un reticolato di Pmi caratterizzate da un elevato tasso d’innovazione. Di pari passo, l’agricoltura e il turismo progressivamente assumono rilievo a garantire una diversificazione del tessuto economico. Quella di Brescia è una delle più ricche realtà imprenditoriali della Penisola. Un territorio che cresce dal punto di vista economico, ma che si trova a fronteggiare – come altri – un trend di crescente polarizzazione. Temi che verranno analizzati nel corso del Grande Viaggio di Conad, che fa tappa in città fino a sabato.
 
Evoluzione in corso. La fabbricazione di prodotti in metallo conta sul territorio più di 44mila addetti, ai quali vanno aggiunti gli oltre 17mila della metallurgia. Complessivamente l’occupazione nel comparto  pesa per il 41% dell’industria manifatturiera, con una forte componente artigiana.Sono 404 le imprese locali proprietà estera, l’1,8% del totale (in Lombardia si arriva al 5,5%, a Bergamo al 37,8%), 441 quelle che controllano imprese all’estero.
 
La forza dell’agricoltura. Non mancano comunque eccellenze in altri comparti, a partire dall’agroalimentare e vitivinicolo. Brescia è la prima provincia agricola d’Italia per Pil: in queste zone sta crescendo a ritmi sostenuti il settore della IV Gamma (verdure e gli ortofrutticoli freschi che, dopo la raccolta, vengono sottoposti a processi tecnologici di minima entità finalizzati a garantirne la sicurezza igienica). Tra gli altri, hanno sede le imprese del FranciaCorta: 17,4 milioni di bottiglie vendute nel 2016, di cui 1,7 all’estero, per un valore export attorno ai 25 milioni di euro. Come dire che ogni abitante della Franciacorta esporta 10 bottiglie di vino all’anno.
 
La spinta del turismo. Anche il turismo rappresenta una voce importante nell’economia locale: il 23% degli occupati della provincia opera nel settore e lo storico di arrivi e presenze mostra un trend di crescita. Circa 7,1 milioni sono le presenze registrate nel 2016 dai comuni bresciani che si affacciano sul lago di Garda, 7,7 il numero di presenze per abitante in tutta la provincia.
 
Polarizzazione della ricchezza. Dal punto di vista economico, la provincia gode di buona salute. Nel 2017 il tasso di crescita del valore aggiunto è cresciuto dell’ 1,9% rispetto all’anno precedente, più di quello regionale (1,8) e quello nazionale (1,5). Di contro, Brescia si presenta come un comune ricco, ma con una distribuzione del reddito più polarizzata rispetto ad altre città. Il reddito medio per contribuente è di 25mila euro, sopra la media della Lombardia, ma il 38,2% della popolazione dichiara un reddito sotto i 15 mila euro, mentre risulta alto il dato (4,2%) di chi dichiara più di 75mila euro.

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