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Rsa italiane in difficoltà a causa di una carenza strutturale di figure professionali

Rsa italiane in difficoltà a causa di una carenza strutturale di figure professionali
Secondo l’Osservatorio della Cergas Bocconi, le aziende puntano sempre più su un’organizzazione efficiente, sulla formazione del personale e sulla tecnologia
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Nelle Rsa italiane mancano all’appello il 26% degli infermieri, il 18% dei medici e il 13% degli Oss a causa di una carenza strutturale di figure professionali e di una competizione tra settore sanitario e sociosanitario nell’attrarre nuove leve. E quelle che ci sono non bastano per assistere i quasi 4 milioni di italiani non più autosufficienti. È quanto emerge dal quarto Rapporto Osservatorio Long Term Care Cergas Bocconi - Essity, che ha coinvolto un campione di 598 persone con età media di 37 anni, e 24 Rsa su tutto il territorio nazionale.

Tutti i gestori delle Rsa intervistati dai ricercatori vivono una situazione critica nella gestione del personale già impiegato. Il carico di lavoro crea problemi nei turni, nella motivazione degli infermieri e degli altri dipendenti, si verificano casi di burn out. Le aziende cercano così di risolvere i loro problemi in mille modi. C’è chi punta a rafforzare l’organizzazione rafforzando la formazione del personale, c’è chi sfrutta la tecnologia e chi sperimenta nuove modalità di presa in carico di demenza e Alzheimer insieme o nuovi modelli di servizio per scardinare il modello Rsa tradizionale e superarne i limiti.

Ma cosa serve fare per garantire un’assistenza efficace a coloro che ne hanno bisogno? “Tra le tante cose fare ricorso da parte dei gestori a partner di valore che possano supportarli nella gestione di costi-consumi e servizi”, spiega Elisabetta Notarnicola, associate professor of practice, divisione Government, Health e Not for Profit presso Sda Bocconi School of Management e coordinatrice del rapporto. “Oggi abbiamo anche i dati sulla percezione delle famiglie che ci confermano che sono pronte per una diversa visione dell’assistenza”. Anche le condizioni di contesto sono favorevoli, con un maggior dinamismo e possibilità di investimento rispetto al passato, anche grazie a Pnrr.  

Le famiglie fanno per esempio già oggi sempre più ricorso alla badante. Queste figure nel 2020 erano un milione circa. E secondo la Bocconi andrebbero integrate sempre meglio nel sistema dei servizi. “L’assistenza delle persone non autosufficienti auspichiamo diventi una priorità per il Paese anche alla luce dell’interesse verso il tema della non autosufficienza da parte di persone sempre più giovani”, aggiunge Massimo Minaudo, amministratore delegato Essity Italia, azienda specializzata in salute e igiene.