
Una situazione impensabile nel 2019, anno positivo per l’Aceto Balsamico di Modena Igp, quando il fatturato cresceva considerevolmente in tutti i Paesi del mondo e nel complesso raggiungeva i circa 390 milioni di euro (alla produzione) e il miliardo di euro (al consumo). In crescita anche i livelli produttivi del 6% rispetto all’anno precedente che ha consentito di arrivare a sfiorare quota 96 milioni di litri certificati. Bene anche l’inizio del 2020, dove a giocare un ruolo imprescindibile sono state le esportazioni in oltre 120 Paesi di tutto il mondo, in particolare Stati Uniti, Germania, Francia ma anche i mercati del Far East, con Giappone e Corea del Sud in testa.
Parte del prodotto così non viene commercializzato e rimane a maturare nelle botti. E il settore spera in un sostegno economico da riconoscere a chi decide di prolungare la fase di affinamento. “Per i propri soci – conclude la presidente del Consorzio, Mariangela Grosoli - stiamo studiando la possibilità di sostegni diretti, la predisposizione di strumenti per facilitare lo sviluppo dell’e-commerce e piani specifici di promozione e comunicazione e, in prospettiva, stiamo pianificando strategie di rilancio del turismo territoriale e della vendita diretta in azienda”.
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