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Autonomi e commercianti: i rinvii delle imposte ma non dei pagamenti

I titolari di partite Iva e di piccole attività pagano il prezzo più alto alla recessione in corso. Le misure finora adottate spesso non bastano ad andare avanti

di LUIGI DELL'OLIO

L’ultima gabella è appena spuntata sul saldo del conto corrente: si tratta dell’imposta di bollo, addebitata il 30 giugno. Si tratta di 34,20 euro all’anno per le persone fisiche e 100 euro per i soggetti giuridici, con la contabilizzazione pro-quota a chi ha scelto la rendicontazione trimestrale. Un altro segnale di ritorno alla normalità per il Fisco, che nelle settimane del lockdown aveva rinviato alcune scadenze, ma ora torna a presentare il conto. Creando non poche difficoltà a molti cittadini, soprattutto quelli più colpiti dalla crisi economica scatenata dalla pandemia di Coronavirus.
 
 
Il Fisco batte cassa
Complici le difficoltà delle casse statali, l’orientamento prevalente è stato di rinviare, ma senza neutralizzare la maggior parte delle imposte.
Nei giorni scorsi è stata disposta la proroga dei versamenti dell’Iva e delle imposte dirette (Irpef e Ires) in scadenza il 30 giugno. Per 4,5 milioni di partite Iva la scadenza si sposta al 20 luglio, con la possibilità di allungare ancora i termini dal 21 luglio al 20 agosto pagando la maggiorazione dello 0,40%. Insomma, c’è qualche settimana in più, ma poi tocca pagare come prima. Anche se nel frattempo il giro d’affari è crollato a causa della crisi.
Più tempo, ma nessuno sconto anche per chi presenta il modello del 730: il termine ultimo passa dal 7 e 23 luglio (rispettivamente per chi presentata la dichiarazione al sostituto d’imposta e per chi beneficiava dell’assistenza fiscale dei Caf o professionisti abilitati) al 30 settembre.
Nessun rinvio, invece, per il pagamento della nuova Imu, che accorpa l’imposta sul patrimonio immobiliare e la Tasi, tassa sui servizi pubblici gestiti dal comune. Il Governo nazionale aveva confermato la scadenza per il 16 giugno scorso, relativamente all’acconto del 50%, lasciando comunque alle amministrazioni comunali la possibilità di predisporre proroghe per fronteggiare le difficoltà del momento. L’orientamento di gran lunga prevalente è stato però di confermare la scadenza, mentre sembra esservi maggiore disponibilità a rateizzare e in alcuni casi a rinviare le scadenze della Tari (la tassa sui rifiuti).
 

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