Sfornano biscotti da oltre un secolo alla Bahlsen. L’azienda è nata ad Hannover nel 1889 grazie a Hermann Bahlsen. E da allora è sempre rimasta in mano alla sua famiglia, che l’ha guidata per quattro generazioni. Oggi, al compimento del 132° anno dalla nascita, con 2.630 dipendenti, per la prima volta avrà un amministratore delegato che non discende dal capostipite. Phil Rumbol, da 30 anni nel mondo della comunicazione e dell’industria manifatturiera, è entrato nel gruppo e affiancherà Verena Bahlsen che, ad aprile 2020, è entrata a fianco del padre Werner come azionista e sta seguendo di persona il progetto di rilancio del brand che porta anche la sua firma.
Si rinnoverà il packaging dei biscotti. “Ma non solo - spiega Rumbol – cambieremo anche il nostro modello di business puntando su ecosostenibilità e responsabilità di impresa”. Il marchio, in Italia dagli anni Sessanta, è stato uno dei primi in Europa a mettere un’insegna luminosa a Potsdamer Platz a Berlino per pubblicizzare i suoi prodotti. Durante l’Esposizione universale di Parigi del 1900, l’azienda fu premiata con una medaglia d’oro perché tra le prime, negli stessi anni di Henry Ford, a introdurre la catena produttiva a ciclo continuo e il primo packaging resistente all’umidità.
Fu proprio Hermann Bahlsen, nel 1911, a inventare la parola tedesca per biscotto: “keks”, che verrà ufficialmente inserita nel vocabolario tedesco. Nella prima metà del Novecento, Bahlsen progetta un vero e proprio villaggio industriale, che include un centro di primo soccorso e un asilo nido per i dipendenti. Sempre nello stesso anno, per la prima volta, una donna inizia a dirigere il cda.
“Abbiamo scelto, coerenti con la nostra mission, non solo di seguire, ma di guidare i cambiamenti necessari per una migliore industria alimentare”, spiega Verena Bahlsen. Oggi la sua azienda sforna 133mila tonnellate di biscotti l’anno. E forte di un fatturato in crescita, che nel 2021 dovrebbe raggiungere i 36,8 milioni di euro, continua a investire.