Da una ricerca realizzata da Switcho, risulta che sette italiani su 10 sono abbonati ad almeno un servizio in "subscription". E, sempre secondo la ricerca, un utente su 10 arriva a spendere oltre 635 euro l'anno in servizi in abbonamento,. Più di uno su tre (il 38%) dichiara poi di "non sapere o non ricordare" né a quanti servizi è abbonato, né quanto spende ogni mese.
"Serie tv, film, calcio, podcast, musica: per qualsiasi cosa è necessario ormai attivare un abbonamento. E, specialmente quando l'impegno economico mensile è minimo, l'attivazione di un abbonamento ricorda gli acquisti d'impulso: si attiva il periodo di prova, si inseriscono i dati della carta di credito e poi, un po' per pigrizia un po' per mancanza di attenzione, ci si ritrova a rimanere abbonati a qualcosa che non si usa davvero. Al punto che molti non hanno idea di quanto spendono al mese in servizi in abbonamento - ha spiegato Redi Vyshka, direttore generale e co-founder di Switcho -. Dimenticare di disattivare un abbonamento che non si usa alla lunga può incidere sul budget: con una media di spesa di oltre 8 euro al mese. Chi è particolarmente avvezzo alle sottoscrizioni e ne ha più di una può ritrovarsi a fine anno con spese fisse superiori ai 500 euro".
In aiuto dei più distratti dunque ecco che interviene l'app Switcho, "l'unica in Italia che lega l'analisi delle proprie spese a un'azione di risparmio - continua Vyshk -. In altre parole, tramite il protocollo PSD2 (che garantisce sicurezza e protezione, ndr) l'utente può collegare la app al proprio conto corrente e iniziare gratuitamente a sfruttare le funzionalità di analisi, catalogazione e visualizzazione delle spese. Sulla base dell'analisi delle spese, poi, proponiamo le migliori soluzioni di risparmio, dal cambio fornitore nel caso di spese domestiche come luce, gas, internet o telefonia, fino alla disdetta nel caso degli abbonamenti. In entrambi i casi - conclude -, aiutiamo l'utente anche nella gestione della pratica di switch o di disdetta, facendoci carico di tutta l'eventuale burocrazia".
Ora, però, vediamo quali sono i servizi in abbonamento più diffusi tra gli italiani. Al primo posto c'è Netflix, che con il 13% di sottoscrizioni rappresenta l'abbonamento più scelto. Medaglia d'argento per Amazon Prime (11%) e bronzo per Spotify (9%). A seguire ci sono le pay tv "classiche" che insieme, a loro volta, rappresentano il 23.5% del totale degli abbonamenti. Sono le preferite dagli amanti del calcio, con Sky scelto dal 10% e Dazn dal 5%. Infinity e Now tv sono rispettivamente al 4% e 3%. In coda alla classifica, attestandosi in una forbice di "diffusione" tra il 4% e il 2%, gli abbonamenti a podcast come Audible, console come Nintendo, Xbox e Playstation e software-as-a-service come Microsoft e Dropbox.