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Economia

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Crescono i consumi a marzo: la spinta dei servizi e del turismo

Crescono i consumi a marzo: la spinta dei servizi e del turismo
I beni registrano un -0,4% su base annua. Ad aprile inflazione giù per la riduzione dei prezzi di energia e gas. Pasqua in positivo solo grazie a promozioni e acquisti last minute. I dati di Confcommercio e Fiesa Confesercenti
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A marzo, i consumi hanno registrato un aumento dell’1,1%, risultato trainato quasi esclusivamente dai servizi (+5,8%), su cui continua a incidere la spinta del turismo e la volontà degli italiani di recuperare i viaggi che hanno posticipato a lungo. Dall’altro lato, i beni registrano un -0,4% su base annua, ma la situazione è composita: migliora la domanda di autovetture (+16,7% tendenziale), segmento per il quale, nonostante gli ultimi mesi in ripresa, il livello dei consumi si mantiene distante dai volumi raggiunti negli stessi mesi del 2019. Rimane negativa la domanda per gli alimentari (-3,9%), per l’energia elettrica (-4,9%) e i mobili (-4%). Complicato anche il settore dell’abbigliamento e delle calzature (-0,8% su base annua): qui, recuperare il gap sul 2019 è un’operazione che si sta rivelando lunga e complessa.

A tracciare la situazione è l’analisi congiunturale di Confcommercio, che segnala come, nonostante un parziale recupero in marzo del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese, la crescita sia ancora debole, con una stima sul Pil ad aprile del +0,3% su marzo, e una variazione nulla su base annua.

Il primo trimestre del 2023, prosegue Confcommercio, si sarebbe chiuso con una sostanziale stagnazione dell’economia italiana, con la variazione dei prezzi al consumo che ha comunque decelerato, dopo aver toccato i massimi a novembre 2022. Le famiglie continuano nel percorso di recupero dei consumi, ma molto lentamente e concentrandosi sui servizi, situazione che fornisce modesti spunti positivi all’economia. Da aggiungere che gli italiani hanno fatto ampio ricorso al risparmio, scelta che, in assenza di miglioramenti significativi sul versante del lavoro e dell’inflazione, potrebbe determinare nella seconda parte del 2023 una stagnazione della domanda.

Anche ad aprile è atteso un ulteriore rallentamento dell’inflazione: per il mese in corso, la stima di Confcommercio è di una riduzione dello 0,3% congiunturale e di una crescita del 7,5% nel confronto annuo. Il rallentamento sarebbe determinato esclusivamente dalla riduzione dei prezzi dell’energia e del gas. Solo nei prossimi mesi si assisterebbe a una compressione più marcata della variazione dei prezzi dei beni.

Certamente i consumi pasquali non hanno costituito un vero boost per il mese di aprile: se il bilancio delle vendite è complessivamente positivo, è vero che è stato trainato dalle promozioni e condizionato dagli acquisti last minute, sostiene Fiesa Confesercenti, che precisa come l’acquisto di merce in offerta sia risultato in crescita del 10%. Le difficoltà di molti consumatori sono dimostrate anche dal fenomeno crescente dell’abbandono di prodotti alla cassa, dopo una verifica della spesa effettuata, mentre aumentano le segnalazioni di piccoli furti nei negozi.

Nello specifico, le vendite di Pasqua risultano in crescita sullo scorso anno: +5%, ad eccezione della carne, che resta stabile, e del pesce che, da inizio anno, ha evidenziato un calo del 20%. Gli acquisti si sono concentrati sui prodotti della tradizione, carni da griglia e agnello, salumi, colombe.