
Accelerazione, cambiamento, digitalizzazione, sostenibilità e sicurezza: queste le parole chiave più ricorrenti nella Ricerca 2020 degli Osservatori Innovazione Digitale nel Turismo e Business Travel del Politecnico di Milano, appena pubblicata. La pandemia ha colpito duramente il settore Travel sia sul fronte della domanda sia su quello dell’offerta, tanto a livello business quanto in ambito leisure. Occorre cambiare rotta. E in fretta. Pena essere travolti definitivamente. Per affrontare i profondi cambiamenti del settore viaggi è necessario mutare i modelli di gestione, perché tutto sarà diverso. A partire dall’anno in corso.
Durante il 2020, “anno horribilis” o “anno della sopravvivenza” come lo hanno definito in molti, c’è stato il crollo del turismo residenziale, con una breve boccata d’ossigeno nella pausa estiva. Caduta del Pil, tensioni internazionali, restrizioni agli spostamenti, procedure di prevenzione, quarantene, ridimensionamento delle capienze dei vettori hanno penalizzato l’intero comparto. L’andamento negativo dell’afflusso di turisti stranieri in Italia è stato accompagnato, peraltro, anche dal drastico ridimensionamento dei viaggi d’affari, fortemente disincentivati, in primis, da parte dei datori di lavoro.
Il mondo è diventato più digitale: e-commerce, riunioni in video-call e relazioni a distanza hanno dilagato indipendentemente dalla loro efficacia ed empatia. E le strutture ricettive si sono adeguate: prenotazione e check-in online anche da mobile, pagamento smart, assistenza virtuale. Si preannuncia una crescita ulteriore dell’utilizzo del canale diretto da parte del turista gestito da parte di channel manager specializzati.
Il turismo è diventato, a sua volta, “neverending” ovvero orientato sempre più ad estendere l’esperienza turistica a 360°, prima, durante e dopo il viaggio. Non stupisce, quindi, che i contenuti digitali siano aumentati del 40% per iniziativa di diversi operatori del travel che hanno proposto, tra le altre, offerte digitali esclusive quali tour nei musei, degustazioni in cantina rilanciate online, factory tour, escursioni in bicicletta in diretta ecc.
L’avvento dello smart working ha indotto numerose strutture ricettive a proporre l’holiday working ovvero ovvero la possibilità di lavorare da remoto collegandosi con l’ufficio da luoghi ameni lontani dalle grandi città.
La sostenibilità si conferma come un driver di scelta del consumatore, con il 50% dei viaggiatori che nel futuro si dichiarano pronti a premiare fornitori che adottino politiche di responsabilità sociale (il trattamento dei dipendenti) ed ambientale (con l’utilizzo di materiali, prodotti e fonti di energia sostenibili e la promozione della mobilità sostenibile). Come afferma Gabriele Indrieri, Country Manager per Italia, Malta e Grecia di SAP Concur “le principali innovazioni che vediamo già trovare applicazione nel mondo Travel sono legate a temi attuali quali sicurezza, duty of care, green economy e sostenibilità. Un nostro recente studio ha visto l’Italia tra i paesi più attenti, insieme alla Francia, ad utilizzare questo momento di “revisione” per introdurre sempre di più i temi della sostenibilità nei processi di governance del business travel”.
Fondamentale è diventato anche il ruolo della sicurezza intesa non solo come possibilità di avere flessibilità nella prenotazione di un viaggio e dei servizi connessi che, in caso di rischi, non faccia perdere soldi, ma anche come una chiara assistenza, da parte di professionisti specializzati, per minimizzare ogni eventualità negativa grazie a set informativi che chiariscano scenari, rischi e misure.
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