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Natura, sicurezza, brevi distanze: gli operatori puntano sul turismo outdoor

Si stima che in estate più di 45 milioni di persone sceglieranno di trascorrere le vacanze in luoghi aperti, privilegiando villaggi, agriturismi, camping e rifugi montani. E senza muoversi troppo da casa
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Lockdown permettendo, gli italiani si stanno organizzando per vivere la prossima estate all’insegna della prossimità, della lentezza, della sicurezza e, soprattutto, del turismo open air. Ad affermarlo è la quinta edizione dell’Osservatorio del turismo outdoor, realizzato da Human Company, gruppo fiorentino specializzato nel turismo open air con un’offerta ampia e diversificata di campeggi, villaggi turistici e ostelli all’avanguardia, in collaborazione con Thrends, società specializzata in analisi e strategie per il settore tourism & hospitaly.

Si stima che nella prossima stagione estiva tra 45 e i 49 milioni di viaggiatori, il 55% dei quali italiani, sceglieranno di trascorrere le vacanze in Italia nell’ambito di strutture all’aria aperta quali sono camping e villaggi turistici, ma anche rifugi montani ed agriturismi. In confronto ai dati attestati prima dello scoppio della pandemia, si stima un calo dei volumi nazionale del segmento outdoor tra il -14% e il -22%.

“Nonostante lo studio confermi nuovamente un calo significativo rispetto al triennio 2017-2019 - commenta Bruna Gallo, cco di Human Company -, emerge comunque la resilienza del comparto del turismo otudoor in Italia. Questo grazie anche a caratteristiche intrinseche del settore, come la flessibilità delle soluzioni, la sostenibilità della spesa, il legame con i valori fondanti della vacanza come lo svago e il contatto con la natura”.   

Previsioni ottimistiche

“La prevalenza di un mercato internazionale di prossimità con turisti in arrivo da Germania, Austria, Svizzera, Francia e Belgio, rende il segmento outdoor pronto a reagire a uno shock di domanda come quello attuale – afferma Giorgio Ribaudo, direttore di Thrends -. La quasi assenza di intermediazione, l’accessibilità in auto e le formule molto flessibili di alloggio garantiscono al settore la possibilità di un’impennata delle prenotazioni”. Con risultati che si concretizzeranno, però, a cavallo fra il 15 maggio e il 15 giugno. L’incertezza graverà, invece, sulle performance di giugno che registrerà un calo che potrebbe arrivare anche a toccare il -45% rispetto ai volumi storici raggiunti nel triennio 2017-2019.

Cresce la voglia di muoversi

In un contesto di maggiore sicurezza e tranquillità dal punto di vista sanitario, non appena le restrizioni verranno allentate, le persone confermano comunque la propensione a ridurre la distanza media degli spostamenti. Privilegiando, cosi, il turismo di prossimità. O, al massimo, scegliendo brevi trasferte nelle nazioni confinanti. Si è alla ricerca di una vacanza all’insegna del contatto con la natura, fuori da mete rinomate, per trovare luoghi più tranquilli e meno affollati che offrano la possibilità di praticare attività open air in totale serenità, senza rinunciare ai comfort.

Luca Belenghi, ceo di Human Company, conclude affermando che “il mercato domestico può costituire una base importante dalla quale ripartire con ottimismo per l’estate 2021, anche in virtù della fiducia della clientela nei confronti dell’ospitalità open air. E sono soprattutto gli italiani a confermare la voglia di vacanze sicure ed esperienziali all’insegna di storia, arte, ottima gastronomia e paesaggi incontaminati”. Perché l’Italia è anche meravigliosa natura, tutta ancora da scoprire.