Percorsi multimediali, gaming, realtà virtuale e touchscreen. Grazie alle nuove tecnologie, il Mia (Museo immersivo archeologico) di Avella, in provincia di Avellino, offre esperienze di immersione coinvolgenti nella storia dell’antica Abella romana. Dall’età del rame alla colonizzazione greca, passando per l'epoca romana e il Medioevo, fino all’età moderna, il Museo si snoda lungo un vero e proprio percorso multimediale. Scandito in nove sale all’interno del Palazzo Baronale, il Museo racconta le vicende della città irpina, famosa per la coltivazione della nocciola da cui prende il nome. In latino, infatti, il frutto del nocciolo è chiamata nux avellana.
Mia nasce nell’ambito del piano di valorizzazione territoriale “Sistema Irpinia”, sviluppato dalla società Almaviva con l'obiettivo di rafforzare l’identità socioeconomica, artistica e patrimoniale dei territori avellinesi. La piattaforma è in grado di promuovere il territorio attraverso la messa a sistema dei comuni della provincia, declinati e distribuiti in 29 distretti. I distretti sono abilitati a interagire con la domanda turistica grazie a infopoint gestiti dalla Fondazione Its Bact (Istituto tecnico superiore per tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e il turismo).
In particolare, il percorso espositivo valorizza il patrimonio culturale del polo artistico avellanese, restituendone aspetti finora sconosciuti. Le tecniche immersive unite agli approfondimenti storici, offrono al visitatore la possibilità di immedesimarsi con eventi e protagonisti dalle diverse epoche, tematizzate negli appositi spazi espositivi. Dopo aver attraversato due sale “propedeutiche”, il viaggio nella storia di Avella prende avvio dai primi insediamenti e dal decumano maior visibile in modalità videomapping. Il periodo medievale si focalizza, invece sulle vicende di San Michele Arcangelo e, successivamente, sulla leggenda del principe persiano Cofrao e Bersiglia.
Il racconto continua con le peripezie dei proprietari di Palazzo Baronale fra Cinquecento e Ottocento, narrate da attori in green-screen. Il passato avellanese si incrocia poi con quello italiano ed europeo grazie alle vicende dei nobili del territorio come, tra gli altri, José María Álvarez de Toledo y Palafox Gonzaga, Camillo Benso conte di Cavour, Guglielmo Pepe, Matilde Serao e papa Pio IX.
L'ultima tappa del percorso restituisce al pubblico quattro momenti particolarmente significativi per la città. Il primo ricostruisce in computer grafica un rito funebre romano. Il secondo ripropone in realtà virtuale uno scontro tra gladiatori all’interno dell’anfiteatro di Avella. Il terzo è dedicato alla condizione femminile in epoca antica. Il quarto, infine, riportano il visitatore all'Avella contemporanea grazie alle riprese aeree a 360 gradi di un drone.