In uno scenario che ha visto negli ultimi 12 mesi il dimezzamento sia dei viaggi brevi (massimo due notti) sia dei soggiorni lunghi (tre notti e oltre), il turismo outdoor registra una flessione meno spiccata, di qualche punto percentuale, e si conferma un trend consolidato per l’estate 2021. Ad affermarlo uno studio commissionato all’Istituto Piepoli da Enit (Agenzia nazionale del turismo) e Human Company, gruppo fiorentino specializzato nell’ospitalità open air. Realizzata a giugno su un campione rappresentativo della popolazione italiana, la ricerca ha indagato le vacanze all’aria aperta dell’ultimo anno, i cambiamenti indotti dalla pandemia, le previsioni di soggiorni outdoor per l’estate e l’influsso della campagna vaccinale sulle vacanze estive.
Nel 2020, a fare almeno una vacanza open air, è stato il 23% degli italiani, con una preferenza per i soggiorni brevi e una quota alta di giovani. Secondo le stime dell’indagine, per l’estate 2021 più di un italiano su due ha programmato una vacanza di almeno una settimana. Di questi, un quarto sceglie una struttura outdoor: villaggi e agriturismi in testa seguiti da camping e rifugi montani.
Il 65% di chi sta pensando all’outdoor predilige una destinazione di mare, il 20% la montagna, il 16% città e località d’arte. Il profilo del viaggiatore outdoor è simile a quello dell’ultimo anno. Forte la presenza di giovani, attestata al 21%, e scarsa quella degli over 64, appena il 3%. Interessante il dato sul periodo: se agosto si conferma il mese più importante (per il 48% degli italiani e per il 54% dei turisti outdoor), settembre registra una quota considerevole di preferenze: a sceglierlo il 28% del campione.
Oltre l’80% sceglierà una struttura in Italia: Sicilia (16%) seguita da Sardegna (14%) e Liguria (12%). A influenzare le scelte è, oltre alla convenienza, il fattore sicurezza ovvero la garanzia del rispetto delle norme igieniche preventive di contagio. L’andamento della campagna vaccinale ha un grande impatto sulla propensione alla prenotazione: invoglia alle vacanze 7 italiani su 10, addirittura 9 su 10 tra chi sceglie una vacanza in strutture outdoor.
Oltre a rispondere all’esigenza di vivere l’esperienza di viaggio con modalità più sicure, “il turismo outdoor offre l’opportunità di rafforzare il senso di rispetto per l’ambiente naturale e consente di esprimere e potenziare le competenze emotivo affettive, sociali, espressive, creative e motorie - dichiara Giorgio Palmucci, presidente Enit -. Il turismo all'aria aperta pone le basi, inoltre, per consolidarsi sempre di più negli scenari turistici attuali. Il 2021 sarà l’anno ideale per intercettare i flussi provenienti dagli stati confinanti all’Italia, con Europa e Nord America a rappresentare il bacino principale di provenienza degli adventure traveler”.
“Le passate edizioni dell’Osservatorio hanno evidenziato la crescita costante del segmento open air - commenta Luca Belenghi, ceo di Human Company -. In particolare, per la sua capacità intrinseca di rispondere alla domanda di un turismo più lento, consapevole e di prossimità, il comparto ha dimostrato una buona tenuta, registrando un aumento delle presenze di connazionali”. A fargli fa eco Livio Gigliuto, vicepresidente dell’Istituto Piepoli: “Sarà un’altra bella estate italiana, anche se ancora all’insegna della prudenza”.