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Economia

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Turismo, nel mondo le prenotazioni online valgono il 65% del fatturato

Si prevede che entro il 2025 il valore raddoppierà (+93%). Le piattaforme, però, devono lavorare sulla fidelizzazione del cliente e su un migliore e corretto utilizzo dei dati
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Il mercato dei viaggi online cresce esponenzialmente in tutto il mondo. Uno studio condotto da Statista prevede che, entro il 2025, raddoppierà il suo valore (+93%) passando da 432 a 833 miliardi di dollari. In base alle stime di PhocusWire, inoltre, in Europa viaggi e prenotazioni turistiche online svilupperanno, a loro volta, un giro d’affari nell’ordine di 324 miliardi di euro entro il 2023 mentre, secondo un’indagine americana di Research and markets, sarà comunque il mercato asiatico quello più redditizio, con un tasso di crescita del 6,9%. A seguire quello africano (5,4%), mediorientale (4,3%) e nordamericano (4,1%).

Nonostante al momento il 65% del fatturato globale del settore turistico derivi da operazioni e transazioni online (Statista) molto rimane da fare in termini di servizio al cliente e di fidelizzazione. In particolare, secondo una ricerca pubblicata su Analytics Insight, autorevole sito specializzato in data management, il 60% di chi visita attualmente un sito web tende, infatti, a non farci ritorno. Ottimizzare il processo di raccolta, normalizzazione, integrazione e gestione dei dati diventa cosi il presupposto per offrire al viaggiatore una user experience ricca, completa e, soprattutto, gratificante.

“Le piattaforme del settore dei viaggi online rappresentano ormai un ecosistema intricato, fatto da molte connessioni con servizi add-on esterni, come possono essere la prenotazione di soggiorni completi di volo, pernottamenti, auto a noleggio e acquisto di servizi ed esperienze sul posto – spiega Stefano Musso, ceo di Primeur, multinazionale specializzata nell’integrazione dati da oltre 30 anni –.  Queste piattaforme si trovano quindi a dialogare con una miriade di sistemi diversi con funzionalità e linguaggi disomogenei, ma devono riuscire a fornire una esperienza unica. Tutto il movimento dei dati tra un applicativo e l’altro, fino ad arrivare alla gestione dei pagamenti, deve avvenire "dietro lo quinte" dell’esperienza di chi naviga e prenota: automatizzare e rendere sicure le operazioni è fondamentale, soprattutto quando c'è una forte mole di dati e informazioni sensibili".

Anche a questo serve la cosiddetta data integration: a far viaggiare questi dati tra i diversi sistemi di gestione, prenotazione, pagamento, in totale sicurezza, al momento corretto e nel formato corretto, nel rispetto della norma Gdpr. Una migliore integrazione dei dati costituirebbe, dunque, la premessa migliore per offrire ai consumatori servizi personalizzati soddisfacenti, accrescendo il margine competitivo delle piattaforme specializzate e promuovendo ulteriormente l’intero comparto travel.