L’attività espositiva del Museo piemontese dell’informatica (MuPIn) riparte con due mostre dedicate ad Apple, Olivetti, Commodore e Atari. “Incontro a Cupertino” e “Jack Tramiel’s Creations” mettono in scena i prodotti che hanno fatto la storia dell’informatica. In esposizione si possono ammirare i modelli più iconici delle aziende che hanno cambiato il mondo. È il caso, tra gli altri, di Olivetti Programma 101, la calcolatrice da tavolo programmabile considerata dagli esperti come il primo personal computer della storia, e di Macintosh, il computer rivoluzionario lanciato da Apple nel 1984.
Entrambe le rassegne sono gratuite. Fanno parte del programma delle Settimane della Scienza 2021 organizzate da Centro Scienza e del programma che celebra i primi dieci anni del museo. Nato per diffondere la cultura scientifica sul territorio, il MuPIn custodisce un patrimonio unico di oggetti di un recente passato che anno dopo anno assumono sempre maggiore importanza. Nonostante abbia cambiato la nostra esistenza, l'informatica è, infatti, una scienza di cui pochi conoscono la storia. Con “Incontro a Cupertino” si vuole quindi evidenziare l'importante ruolo che Olivetti ed Apple hanno ricoperto nella rivoluzione informatica del XX secolo.
Minimi comuni denominatori sono la cura per il design e l'innovazione tecnologica. In Italia, per esempio, il primo computer a transistor commerciale sviluppato dai tecnici di Olivetti fu l'Elea 9003. Disegnato da Ettore Sottsass, l'elaboratore era dotato di un'interfaccia ergonomica, perfetta sintesi di estetica e funzionalità. Nel 1959, primo anno di commercializzazione della macchina, il celebre designer ricevette il premio Compasso d'Oro. Oggi è possibile ammirare Elea 9003 nelle collezioni permanenti dei più importanti musei dedicati al disegno industriale del mondo. Curioso il fatto che, nonostante alla fine degli anni '70 Olivetti avesse un centro ricerche a Cupertino, in California, sede di Apple, i percorsi delle due aziende non si siano mai incrociati. Apple e Olivetti ebbero fortune diametralmente diverse.
“Jack Tramiel's Creations” rende invece omaggio al visionario imprenditore informatico polacco di origine ebrea Jack Tramiel. Sopravvissuto all’Olocausto, l'ingegnere si trasferì negli Stati Uniti dove fondò Commodore. Dal Vic-20 al Commodore 64, passando per i computer Amiga fino alla nascita di Atari, le sue creazioni sono diventate pezzi di storia dell’informatica. La mostra ripercorre così le tappe più significative della sua vita umana e professionale.