Riparte il 14 ottobre la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo (Gamec) con la mostra “Nulla è perduto. Arte e materia in trasformazione” il viaggio alla scoperta della materia iniziato nell’ottobre 2018 con la mostra “Black Hole. Arte e matericità tra Informe e Invisibile”. Curata da Anna Daneri e Lorenzo Giusti, getterà uno sguardo sul lavoro di autori che hanno indagato le trasformazioni della materia traendo ispirazione dalla vita degli elementi per sviluppare una riflessione sulla realtà delle cose, sul mutamento e sul tempo.
L'iniziativa coinvolge storici dell’arte, curatori, filosofi e scienziati per affrontare un discorso trasversale attorno al tema della materia, attivando al contempo un dialogo con la storia delle scoperte scientifiche e con lo sviluppo delle teorie estetiche.
Il titolo della nuova rassegna trae ispirazione dalla celebre massima del chimico francese Lavoisier “Rien ne se perd” (nulla si perde) con la quale enunciava nel 1789 i principi della legge di conservazione della massa. Nel corso di una reazione chimica, infatti, la somma delle masse dei reagenti è uguale alla somma delle masse dei prodotti. La materia, quindi, non si crea e non si distrugge, ma rimane sempre viva e presente dentro un mondo in perenne trasformazione.
La rassegna è divisa in quattro sezioni dedicate a Fuoco, Terra, Acqua e Aria, elementi naturali che vengono intesi come stati di aggregazione della materia. Attraverso una ricca selezione di opere realizzate in periodi diversi, il percorso espositivo andrà a comporre un quadro articolato, capace di mettere in luce il forte legame che da sempre lega gli artisti alla chimica degli elementi e alle trasformazioni della materia.
Dalle creazioni dada e surrealiste alle produzioni delle neoavanguardie, passando per le opere scultoree emerse negli anni Ottanta fino alle ricerche sperimentali più recenti, la collettiva è declinata sul piano della riflessione attorno all’impatto dell’azione dell’uomo sugli equilibri naturali. Fra gli artisti presenti segnaliamo Marcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray, Yves Klein, Hans Haacke, ma anche Rebecca Horn, Liliane Lijn, Olafur Eliasson, Wolfgang Tillmans ed Erika Verzutti.
Non mancano le composizioni di alcuni artisti affini alle poetiche dell’arte povera come Pier Paolo Calzolari e Paolo Icaro. L'iniziativa sarà accompagnata da un programma di attività per le scuole e un ciclo di incontri aperti al pubblico con scienziati, storici dell’arte, artisti e filosofi.