La Fondazione Antonio Ratti presenterà a partire dal 10 ottobre “Il sogno di Antonio: un viaggio tra arte e tessuto”, un'interessante iniziativa dedicata all'imprenditore mecenate comasco Antonio Ratti. Il progetto mette in scena antichi reperti tessili, opere d’arte contemporanea e materiali d’archivio che ripercorrono la vita, l’opera e la visione dell’industriale. Curata da Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni, l'esposizione si articolerà negli spazi pubblici e privati di Como, compresa la sede della Fondazione che dal 1985 custodisce la collezione tessile Ratti.
Nel secondo dopoguerra Antonio Ratti contribuì a ricostruire l’Italia industriale grazie a una concezione filantropica e culturale. Il suo pensiero partiva dall'assunto che cultura e conoscenza fossero strumenti fondamentali per interpretare il proprio tempo. La vita dell'industriale e mecenate fu dunque un continuo intreccio tra impresa, arte, creatività e promozione culturale.
Nel 1945, a soli trent'anni, decise di fondare la Tessitura Serica Antonio Ratti dove si creavano preziosi tessuti per cravatte e foulard. Buona parte del suo successo fu legato alla produzione di raffinati disegni paisley o buta, i celebri motivi vegetali di origine persiana a forma di goccia che divennero di tendenza fra le due guerre. Con l'affinarsi della tecnica di stampa, diverse aziende tessili comasche furono poi coinvolte nel confezionamento di questo pattern, divenuto sinonimo di eleganza.
Anche Gabriele D'Annunzio, esteta per eccellenza, rimase affascinato dal motivo vegetale d’ispirazione orientale. Il poeta fu tra i primi ad indossare il kimono di seta in stampa paisley, oggi conservato nella collezione della Fondazione Antonio Ratti. La mostra prende avvio proprio dai tessuti antichi che, insieme ai materiali d'archivio, dialogano con le opere d’arte contemporanea presenti nella collezione della Fondazione. Fra gli autori segnaliamo John Armleder, Luigi Ontani, Walid Raad, Yvonne Rainer, Julia Brown, Vincent Ceraudo, Zishi Han e Moira Ricci.
La rassegna prosegue nel parco di Villa del Grumello con i lavori di Ilya e Emilia Kabakov, Liliana Moro, Giulio Paolini e Ra di Martino, per poi concludersi a Villa Sucota, sede della Fondazione Antonio Ratti, il cui parco ospita opere di Gerry Bibby, Jimmie Durham, Liliana Moro, Matt Mullican e Richard Nonas, Invernomuto, Daniel Jablonsky e Oscar Santillan. Per tutta la durata dell'iniziativa le strade e giardini di Como saranno invasi, infine, da opere e performance di Hans Haacke, Alfredo Jaar e Oriol Vilanova.