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Il Museo del Gioiello di Vicenza celebra la grande oreficeria italiana

Protagonisti della mostra, divisa in nove aree tematiche, 270 oggetti. Oltre a quello veneto, coinvolti i distretti orafi di Arezzo, Valenza e Torre del Greco
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Allestito nella Basilica Palladiana e gestito da Italian Exhibition Group in collaborazione con il Comune di Vicenza, il Museo del Gioiello riapre i battenti con la mostra "Gioielli Italiani". Curata dal direttore del museo Alba Cappellieri, l'iniziativa celebra gli artisti orafi italiani per i loro valori culturali, estetici e manifatturieri, ma anche il loro contributo economicamente rilevante alle nostre esportazioni.

Mettere in scena la storia del gioiello significa raccontare la storia dell'uomo, poiché il monile come ornamento è presente in tutte le culture del mondo. Dai Sumeri ai Greci, dagli Egizi agli Etruschi, dai Fenici ai Bizantini, l'ornamento in metallo prezioso lavorato non è mai stato, peraltro, una semplice manifestazione di vanità, bensì l'espressione di significati e sentimenti profondi e, se nel medioevo era considerato uno strumento magico, nell'età moderna esprime lo stile individuale di chi lo indossa.

Il gioiello, però, è anche un oggetto d'arte che si è imposto nel Quattrocento come elemento fondamentale della ritrattistica di corte. In tempi più recenti, grazie all'inventiva dei moderni designer, gli antichi monili si sono trasformati in vere e proprie opere d'arte.

Articolato in nove aree tematiche, il percorso espositivo presenta al pubblico 270 oggetti d'oreficeria senza tralasciare di analizzare la figura del gioielliere colto nel suo passaggio dalla dimensione artigiana a quella industriale. Grazie al coinvolgimento dei distretti orafi di Vicenza, Valenza, Arezzo e Torre del Greco, la mostra racconta così le storie "preziose" dei grandi artisti orafi, delle maison, dei designer e delle grandi firme della moda. Non mancano splendidi oggetti realizzati con tecniche e materiali propri del Made in Italy. È il caso del corallo, della filigrana, del micromosaico e della pietra lavica.

Tra le sezioni della mostra segnaliamo "Bellezza", in cui sono raccolti importanti tesori dei marchi della gioielleria italiana come Bulgari, Damiani e Pomellato. In "Arte" trovano spazio, invece, le collane di Giò Pomodoro, Salvatore Fiume e Aligi Sassu, mentre in "Design" brillano le gioie di Cleto Munari, Aldo Cibic, Gianfranco Frattini ed Ettore Sottsass. Argento, oro e madreperla vengono poi affiancati ai bijoux nella sezione "Moda" che raccoglie le creazioni di Franco Pianegonda, Scanavin, Pucci, Krizia e Missoni.