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A Rovereto l’arte incontra l’erotismo

A Rovereto l’arte incontra l’erotismo
L’immaginario erotico di Klossowski, Molinier, Bellmer e Rama in mostra al Mart tra perversioni e libertà
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Prende le mosse da un importante nucleo di disegni firmati Pierre Klossowski la mostra che al Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto (Mart) affronta la tematica dell'eros nell'arte del Novecento. Nata da un’idea di Vittorio Sgarbi e Massimo Minini, “Arte e eros” mette a confronto 48 disegni realizzati dal filosofo, scrittore e pittore francese Klossowski con la produzione di Carol Rama, Hans Bellmer e Pierre Molinier, coevi e fortemente influenzati dall’esperienza surrealista.

Nato nel 1905, Pierre Klossowski è tra i protagonisti assoluti della riscoperta dell’opera del Marchese De Sade, il celebre autore delle “120 giornate di Sodoma”. A partire dagli anni Cinquanta, lo scrittore inizia ad illustrare i suoi romanzi fino ad abbandonare l’attività letteraria per dedicarsi esclusivamente al disegno. Oltre a riprendere scene già presenti nei suoi scritti, le illustrazioni approfondiscono il tema dell’erotismo, esplorando gli impulsi sessuali attraverso personaggi che sono rapiti da una condotta irriverente nei confronti della ragione.

Curato da Denis Isaia, il percorso espositivo si apre con alcuni grandi “tableaux vivants” di Klossowski che raccontano le vicende erotiche dei personaggi dei suoi romanzi e, in particolare, di Roberte, protagonista della serie “Roberte ce soir”. Alter ego della moglie di Klossowski - ancorchè sposata nel libro con Octave - Roberte è costretta dal marito ad assecondare qualsiasi perversione sessuale degli ospiti della casa. Affiorano così i temi chiave delle pulsioni dell'artista: dal rito religioso all’aggressione, dal feticismo alla curiosità adolescenziale. Un'intera sala della mostra è dedicata alla pubertà, importante periodo di transizione dall'infanzia all'età adulta che per l'autore francese rappresenta la scoperta del sesso in modo curioso, libero, voyeurista.

A differenza della produzione di Klossowski, che resta controllata, intellettuale e imbrigliata in una tensione che non si risolve mai, le opere di Rama, Molinier e Bellmer esplorano la sensualità in modo viscerale e irrazionale. Caratterizzate da una forte carica erotica dai risvolti psichici, le opere di Rama danno libero sfogo alla passione. Tra le prime donne a dedicarsi a temi considerati scabrosi, l'artista rappresenta con inedita forza il corpo femminile nelle sue imperfezioni. Sono 50, invece, i lavori di fotografia di Pierre Molinier nei quali l’autore compare “en travesti” nella sua casa di Parigi. Qui la trasgressione vira verso il feticismo tra tacchi a spillo e sex toy. Nella produzione di Hans Bellmer, infine, corpo e psiche si compenetrano con violenza, rispondendo a pulsioni più estreme e inquietanti. È lui stesso a costruire una bambola sessuale da ritrarre con gusto surrealista e sguardo perverso, rappresentando il corpo abusato dalla possessione.