Non solo un distillato della tradizione. Pur mantenendo le caratteristiche che la rendono un’eccellenza tutta italiana, la grappa evolve e si afferma anche come spirito dal profilo moderno ed internazionale al pari di whisky, cognac ed armagnac. Questo grazie soprattutto al lavoro e all’intraprendenza di alcuni produttori.
Cambia infatti il volto del consumatore di grappa e lo confermano anche le ultime ricerche, tra cui quella condotta da Nomisma per AssoDistil che ha tracciato l’identikit dell’appassionato di grappa: maschio, over 40, con capacità di spesa medio-alta, amante della condivisione in compagnia e attento alla qualità.
Tra i testimoni e protagonisti di questa evoluzione c’è sicuramente Roberto Castagner, punto di riferimento per il mondo della grappa italiana. La Distilleria Castagner di Visnà di Vazzola (Treviso) è stata in grado infatti di anticipare i nuovi trend con decisioni strategiche coerenti con gli sviluppi del mercato, focalizzando la propria attenzione sui consumatori della cosiddetta ‘fascia alta’. “È cambiato il modo di bere la grappa - conferma il fondatore, Roberto Castagner - il consumatore oggi è più evoluto, più attento alle novità, è una persona che ha cultura del vino e dei distillati, è anche donna e spesso abita al sud”.
Commentando i dati, Castagner aggiunge una riflessione importante per quanto riguarda anche l’evoluzione dei gusti: “Se fino a 15 anni fa la grappa bianca rappresentava il 70% delle vendite, oggi stiamo progressivamente andando verso un 50% per le barricate e un 50% per le bianche con un’attenzione maggiore, dunque, per il prodotto invecchiato di qualità”.
Trend anticipato dal mastro distillatore che ha investito nella barricaia sin dalla nascita della sua azienda, dimostrando grande lungimiranza in un momento in cui - a metà degli anni ’90 - la grappa consumata era per il 90% bianca. Ciò permette oggi di presentare al mercato grappe dai lunghi invecchiamenti che si allineano ai più prestigiosi distillati internazionali per i quali il consumatore è disposto a spendere di più riconoscendo un valore intrinseco superiore. Di pari passo vanno gli investimenti in tecnologia per proporre grappe più morbide e dal profilo innovativo, in grado di soddisfare le esigenze di nuove nicchie di consumatori, quali donne e pubblico più giovane.
I dati: un terzo degli estimatori è donna
Se da un lato i consumatori di grappa sono ancora prevalentemente uomini, dai dati emerge che un terzo degli estimatori è formato da donne. Il consumatore è maturo, ma un terzo rientra nella fascia 18-40 anni. Se si prendono in considerazione le possibilità economiche, il consumatore tipo ha un reddito medio-alto: il 60% guadagna oltre 1500 euro, il 30% oltre i 2500 con una buona capacità di spesa per i prodotti premium.
A livello geografico, il nord vale come centro e sud insieme, ma i dati delle vendite dicono che queste aree stanno performando proporzionalmente meglio del nord (IRI 2022). I consumatori del centro-sud sono più attenti alle novità perché più curiosi e meno legati a un consumo storico e tradizionale.
Dalle ricerche emerge anche che il 35% degli intervistati desidererebbe provare la grappa in cocktail. E infatti negli ultimi anni la nuova generazione di distillatori e barman ha puntato molto sulla grappa in ambito mixology. Così come fatto da Roberto Castagner quando ha ideato Casta, una grappa appositamente concepita per la miscelazione, in grado di essere valorizzata al meglio all'interno di un cocktail.