In occasione del decimo anniversario della sua acquisizione da parte del Gruppo Ferro, avvenuta nel 2011, lo storico pastificio La Molisana di Campobasso fa le pubblicazioni, rilasciando il suo primo bilancio di sostenibilità; cambia abito per amore dell’ambiente, adottando un inedito pack di colore bianco, piacevole alla vista e al tatto ma, soprattutto, riciclabile. E suggella la sua passione per la pasta, lanciando un nuovo formato per veri “private gourmet,” denominato Rigacuore.
“Il bilancio di sostenibilità rendiconta, di fatto, i risultati ambientali, sociali ed economici che abbiamo conseguito con entusiasmo e impegno in questi 10 anni di attività - spiega Giuseppe Ferro, ad de La Molisana - ma, soprattutto, contribuisce a rendere trasparenti tutte le azioni che mettiamo quotidianamente in campo per realizzare prodotti di alta qualità nel rispetto dell’uomo e della biodiversità”.
E se l’adozione del pack in carta certificata Fsc (Forest stewardship council) consentirà al pastificio di ridurre di 230mila chilogrammi il suo consumo di plastica, l’utilizzo di un moderno impianto di trigenerazione copre già da qualche mese la totalità del suo fabbisogno di energia elettrica e frigorifera, contribuendo a diminuire le emissioni di CO2 del 30%. La scelta di disinfestare le aree produttive attraverso un sistema di ventilazione forzata di aria calda denominato Thermopest è funzionale, infine, a salvaguardare la salubrità del prodotto, dal chicco di grano alla confezione, in modo assolutamente naturale.
“Consideriamo da sempre la nostra pasta come il risultato di un processo virtuoso che interessa tutte le fasi della filiera, dal campo al mulino, dal pastificio allo scaffale del supermercato fino alla tavola - precisa Ferro –, e del quale devono beneficiare allo stesso tempo consumatori, clienti, fornitori, comunità e istituzioni”. Così, forte della sinergia strategica derivante dall’integrazione dell’attività molitoria e pastaria nella stessa azienda, La Molisana ha, da un lato, rinsaldato il suo legame con quasi 1.500 agricoltori del Centro-Sud (Molise, Puglia, Marche, Lazio e Abruzzo) e, dall’altro, ha saputo coinvolgere tanto i suoi clienti quanto i suoi consumatori più giovani.
Studiati per rompere gli stereotipi, i formati “insoliti” lanciati negli ultimi anni - dallo spaghetto quadrato a quello triangolare, fino allo spaghetto quadrato bucato – hanno proiettato a loro volta il brand molisano in una dimensione decisamente premium che lo colloca ormai, secondo le rilevazioni Iri, al quarto posto assoluto delle vendite a volume in Italia di pasta secca e al secondo di quelle di pasta integrale.
Il futuro? “Contiamo di chiudere l’esercizio 2021 con un giro d’affari nell’ordine dei 200 milioni di euro, il 40% dei quali sviluppati all’estero – anticipa Ferro -. Erano 16 nel 2011. Siamo soddisfatti ma al contempo convinti di poter cogliere nuove opportunità di crescita, magari confermando la fiducia dei professionisti del canale horeca”. Sempre e comunque all’insegna del 100% Made in Italy.