Per preservare il settore ittico e incentivare una pesca sostenibile, sia di lago che di fiume, la Fao ha sviluppato piani internazionali di azione e strategie per incrementare l'informazione sulla cattura del pesce e sull’acquacoltura, per promuovere gli obiettivi di una pesca responsabile. Ma come garantire oggi adeguate quantità di pescato che possano rispondere alla domanda, in modo da rispettare anche ambiente e lavoro delle filiere locali?
In Italia, tra i progetti nati per approfondire queste tematiche si inserisce anche “Comunicare il pesce di lago per promuovere la pesca e l’acquacoltura sostenibili” della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, cofinanziato dal “Fondo europeo per gli Affari marittimi e la pesca” attraverso un bando della Regione Piemonte, finalizzato a “Misure a favore della commercializzazione” dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura valorizzando la sostenibilità.
L'obiettivo del progetto, che si concluderà a settembre, è promuovere, in un'ottica di rispetto ambientale, il pesce di acqua dolce proveniente dalla pesca professionale nei laghi Orta e Maggiore e dagli allevamenti ittici del territorio per rilanciarne l’intera filiera.
A questo scopo sono stati coinvolti enti, ristoratori e scuole del territorio in modo da creare una rete di promozione e raccontare il pesce d’acqua dolce da tutte le angolazioni: gastronomica, storica, ambientale, imprenditoriale, economica e sociale. Tra le iniziative rientrano: una comunicazione multimediale dal sito Internet www.pescideinostrilaghi.it; “Il Lago a Tavola” che mira a stimolare le attività del territorio a inserire il pesce d’acqua dolce proveniente dal Vco all’interno dei propri menù, con una particolare attenzione alle specie.
E poi ci sono loro, i pescatori, che in queste zone di lago sono i principali controllori di un delicato eco-sistema in costante evoluzione. Attualmente i pescatori italiani di queste zone del lago Maggiore in possesso di licenza di pesca professionale (diversa da quella sportiva) sono 15. Ma hanno le idee chiare su alcune proposte per valorizzare filiera e prodotto.
"Il problema è che lo spopolamento del lago non permette di avere una garanzia costante del pescato. Per risolverlo è necessario un maggiore interessamento da parte delle istituzioni; non si può sempre aspettare la natura”, ha spiegato Stefano Ruffoni, pescatore ristoratore (proprietario del Ristorante Italia, isola dei Pescatori).
I pescatori insomma denunciano lo spopolamento del lago che non permette loro di garantire quantità costanti di pescato e fanno appello alle istituzioni perché si impegnino a ripopolarlo, tramite tecniche sostenibili di acquacoltura, per far sì che il loro mestiere e la filiera del pesce di lago non soccombano.