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Economia

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Sostenibilità, merito, giovani: i cardini di Clai per la ripartenza

Pietro d'Angeli, direttore generale di Clai 
Protagonista di Cibus 2021, la cooperativa presenta i prodotti e il nuovo logo. E ospita talk per parlare dello stato attuale del settore agroalimentare italiano
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"Quello dell'agroalimentare? Un settore forte, pieno di risorse, che può essere il traino della ripresa economica". Ne è convinto Pietro d'Angeli, direttore generale di Clai nel giorno di apertura di Cibus 2021. "Bisogna però ragionare in termini di sistema, smettendo di agire per il tornaconto della propria realtà". La cooperativa imolese punta oggi più che mai sulla parola cooperazione. "Oggi cooperare significa rendere la crescita più inclusiva, più sostenibile e più vera - sottolinea d'Angeli -. Per poter crescere sui mercati internazionali è fondamentale che la nostra straordinaria filiera, valore aggiunto per l'intera economia nazionale, si prefigga obiettivi comuni e tutte le aziende lavorino insieme per raggiungerli".

Questo è un momento decisivo per ripartire e reinventare. Un messaggio che ha influenzato anche il primo giorno del salone dell'agroalimentare italiano. Clai, per tutti i giorni della manifestazione, ospita l'iniziativa Cibus Talk: interviste agli addetti ai lavori a cura della scrittrice, blogger e avvocato Vatinee Suvimol sul mondo dell'agroalimentare e sulla valorizzazione del Made in Italy nel mondo. Il tutto veicolato dai valori della sostenibilità, autenticità e legame con il territorio. Un hub di confronto per costruire il mondo dell'agroalimentare di domani. Il nuovo imperativo? Per il direttore di Clai è riassunto in tre parole: "Giovani, sostenibilità, merito". Tre elementi basilari per la crescita e affrontare bene questa fase di ripartenza.  

La cooperazione può favorire il percorso umano e professionale? Per Clai, sì. "Anche durante la pandemia abbiamo continuato ad assumere - conferma D'Angeli -. Ventuno persone sono state inserite solo nell'ultimo anno, di cui otto ragazzi provenienti dall'Università. Siamo convinti che in questa nuova fase che si sta aprendo si debba puntare sui giovani: servono la loro energia, il loro entusiasmo e la freschezza delle loro idee e competenze innovative".

Un altro grande tema è quello della sostenibilità, sociale e ambientale: "La scelta di definire la propria identità ambientale non è più un'opzione - conclude D'Angeli -. Ogni azienda deve investire concretamente per contribuire a proteggere il Pianeta. Ogni decisione assunta in Clai tiene conto del suo livello di sostenibilità". L'appuntamento fieristico di Parma è stato anche la prima occasione per la cooperativa agroalimentare di presentare i suoi prodotti e gli altri marchi associati come Zuarina, brand storico nella produzione del prosciutto crudo di Parma, e Faggiola, azienda di prodotti caseari tipici toscani.

Gianfranco Delfini, direttore marketing di Clai, spiega: "Da quando abbiamo iniziato la nostra operazione di rebranding è la prima volta che possiamo presentare fisicamente il percorso di comunicazione che stiamo affrontando e la nostra nuova immagine di prodotto con il logo. Ci presentiamo a questo appuntamento con la volontà di essere sempre più partner dei nostri clienti e con un'accurata selezione di prodotti".