
I cali registrati evidenziano una maggiore attenzione a evitare sprechi e la scelta di avere la credenza un po' meno fornita piuttosto che una riduzione delle porzioni presentate in tavola. D'altra parte i primi, soprattutto quelli semplici, restano l'alimento più conveniente ed è dunque assai improbabile che il consumatore decida di risparmiare proprio sulla prima portata. Il deciso calo della pasta fresca ripiena (-6,4% i volumi e -6% il valore) conferma il fatto che i prodotti più costosi sono quelli che rischiano maggiormente di venire esclusi dal carrello.
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