Il mese di maggio inizia con un piccolo progresso (+0,26%) che, visto il trend tutt’altro che positivo della Gdo, può essere salutato come un buon risultato. L’andamento è stato però molto disomogeneo e le vendite sono cresciute solo perché il Sud (+1,73%) ha messo a segno un deciso rialzo. Tenuto però conto che il Meridione resta la macro-area più debole, fra le quattro in cui Nielsen ha suddiviso il territorio nazionale, ci sono molti motivi per preoccuparsi. Il Centro, per esempio, continua a fare molta fatica - ha perso lo 0,67% nei sette giorni in esame che vanno dal 2 all’8 maggio - e il Nord-est si deve accontentare di un risultato sostanzialmente invariato (+0,06%). Il Nord-ovest infine sembra aver ritrovato un certo equilibrio (+0,46%).
La buona notizia è che la settimana in esame è la prima senza fattori stagionali che ne alterano l’andamento: si è infatti concluso il lungo periodo di festività e ponti iniziato con la Pasqua (27 marzo) e conclusosi con il 1 maggio. Anche le prossime letture saranno importanti per capire il reale stato di salute della distribuzione moderna. Intanto però il rosso da inizio anno resta parecchio pesante: -1,15% a livello nazionale. Nonostante il buon progresso, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia restano le regioni in maggiore sofferenza (-1,53%), mentre Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia possono vantare la miglior performance, anche se si tratta di una perdita di quasi un punto percentuale (-0,91%). Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, e Lombardia sono invece sopra quella soglia (-1,03%). Toscana, Marche,
Umbria, Lazio e Sardegna, infine, lasciano sul terreno l’1,33% dal 1 gennaio.
La buona notizia è che la settimana in esame è la prima senza fattori stagionali che ne alterano l’andamento: si è infatti concluso il lungo periodo di festività e ponti iniziato con la Pasqua (27 marzo) e conclusosi con il 1 maggio. Anche le prossime letture saranno importanti per capire il reale stato di salute della distribuzione moderna. Intanto però il rosso da inizio anno resta parecchio pesante: -1,15% a livello nazionale. Nonostante il buon progresso, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia restano le regioni in maggiore sofferenza (-1,53%), mentre Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia possono vantare la miglior performance, anche se si tratta di una perdita di quasi un punto percentuale (-0,91%). Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, e Lombardia sono invece sopra quella soglia (-1,03%). Toscana, Marche,
Umbria, Lazio e Sardegna, infine, lasciano sul terreno l’1,33% dal 1 gennaio.