Anche nel periodo dall’11 al 17 dicembre le vendite della Gdo hanno evidenziato una debolezza che non lascia presagire nulla di buono per il Natale (prossima lettura). Secondo i dati raccolti da Nielsen si è registrato un calo dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A differenza di quanto avvenuto di recente, nei sette giorni in esame tutte e quattro le macro-aree in cui Nielsen ha suddiviso il territorio italiano sono scivolate in negativo, a partire dal Sud (-2,30%), che mostra un andamento particolarmente preoccupante. Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia hanno ormai dilapidato tutto il progresso accumulato nei mesi estivi e viaggiano ora sugli stessi livelli del 2016 (+0,01%). Già a partire dalla prossima lettura potrebbero dunque mostrare un rosso e compromettere così definitivamente la performance di tutto l’anno. È comunque stata una settimana molto pesante anche per tutto il Settentrione con il Nord-ovest che ha lasciato per strada l’1,96% e il Nord-est l’1,97%. Solo il Centro è riuscito a limitare le perdite (-0,41%), confermandosi la macro-area nel miglior stato di salute. A livello nazionale la perdita dal 1 gennaio è ora dello 0,42%, un ampio margine di sicurezza per le restanti due letture che mancano alla fine del 2017.
Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Sardegna dovrebbero essere in grado di chiudere l’anno con un progresso superiore al punto percentuale visto che viaggiano ancora a +1,14%, una performance di gran lunga superiore a quella del resto d’Italia. Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia devono invece sperare in vendite natalizie non troppo deludenti per non rischiare di finire sotto i livelli del 2016: al 17 dicembre il loro rialzo era di un risicatissimo 0,13%. Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, infine, possono guardare con una certa tranquillità alle ultime due settimane perché vantano ancora un aumento delle vendite dal 1 gennaio dello 0,33%.