
A proposito di app, altra sorpresa è che quelle che ciascuno di noi identifica e sceglie non ci hanno stancato, anzi sono diventate compagne di vita a cui non si rinuncia neppure a favore delle novità vocali che incalzano. Perché chi usa smarphone, secondo questa indagine, non giudica i servizi vocali una componente essenziale per usare al meglio il proprio device. I dati sono chiarissimi. Segnalano, per esempio, che il 62 per cento del campione non rinuncerebbe mai alle proprie app, per scegliere un servizio di attivazione vocale, anche se è di alto livello, se funziona perfettamente, se può contare su una comprovata sicurezza, come Siri (Apple). Solo il 5 per cento dei consumatori ha messo nella sua lista dei desideri per il futuro le nuove app vocali su cui, al contrario, i colossi dell’informatica continuano a investire.
In questi dieci anni, gli smartphone sono cambiati, si sono trasformati, hanno fatto propri una serie di dispositivi che variano dai lettori musicali ai videogiochi, alle mappe. Così è cambiato l’uso, il concetto stesso, del telefono portatile. Ma come? Per capirlo è stato chiesto di compilare una classifica che segnali in cinque posizioni che cosa si usa di più dello smartphone.
Al primo posto, con il 70 per cento si piazzano i messaggi; le telefonate arrivano subito dopo con il 62 per cento, le mail sono solo terze con il 54 per cento, i social network non dilagano ma si fermano al 51 per cento. E poi arriva la fotocamera (37 per cento) e distanziati, i giochi (30 per cento), la musica (28), le mappe stradali (24 per cento) a una sola incollatura dall’orologio che si ferma a quota 23 come lo shopping, e poi, staccate di un solo punto, le previsioni del tempo e con il 21 per cento, i servizi bancari.
Ma c’è un tema che mette tutti i consumatori d’accordo e viene segnalato in modo corale e trasversale: la durata della batteria che per il 48 per cento è al primo posto tra i miglioramenti richiesti per un futuro prossimo.
L’inchiesta-sondaggio di Axway, del resto, ha fatto un focus sul futuro degli smartphone e i desideri di chi lo usa. Con la durata della batteria, c’è chi chiede la possibilità di ricaricare via wireless (15 per cento) e una maggiore connettività con altri dispositivi,mentre non affascinano molto le tecnologie futuristiche come lo schermo a 3D sognato solo dal 4 per cento. E, a proposito di dispositivi che potrebbero entrare a far parte del corredo di funzioni dello smartphone, l’indagine svela che il più gradito ( 37 per cento) sarebbe il bancomat e poi tablet (28 per cento) e laptop (27 per cento) fino a arrivare alle chiavi dell’auto (21 per cento).
A che cosa rinunceresti per una settimana: al tuo smartphone o a altri oggetti e abitudini? Ecco la domanda di Axway che ha avuto le risposte più sorprendenti visto che l’uso dello smartphone batte anche il sesso ( il 24 per cento rinuncerebbe), mentre il 47 per cento si priva dell’ alcool, circa un terzo sacrifica a zucchero (35 per cento), caffè (33 per cento) e esercizio fisico al 31 per cento tra le rinunce come la tv. Mentre il 10 per cento si priverebbe del colloquio con il parter. Così si costruisce quella che Jean_Marc Lazzari, ceo di Axway definisce: “una rivoluzione, perché l’IPhone ha cambiato non solo il concetto di telefono ma il nostro modo di usufruire i servizi digitali”.
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