Uppa, la casa editrice indipendente,specializzata nei temi della genitorialità e dell’infanzia,aveva lanciato quattro giorni fa una petizione indirizzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: "Bambini in quarantena, non dimentichiamo i bisogni dei più piccoli" attraverso la sua rivista bimestrale, scritta da pediatri, pedagogisti, psicologi e altri specialisti. La petizione supportava con studi medici la necessità di concedere un momento d'uscita ai più piccoli.
La rivista di Uppa vive senza pubblicità, con 29.000 abbonati e distribuita negli ambulatori del Sistema Sanitario Nazionale, oltre che in molti consultori, biblioteche e altre strutture di assistenza alla maternità e all’infanzia.
La petizione richiama l'attenzione del Governo sui problemi che il restare a casa può far insorgere nei bambini: si inizia con alterazioni del sonno--veglia alle scorrette abitudini alimentari, fino all'abuso di tecnologia e si sviluppano stati di ansia e paura, acuita dalle immagini trasmesse dai media e dai toni inquietanti. Problemi, sottolineano Sergio Conti Nibali, pediatra e direttore di Uppa, Chiara Borgia, pedagogista, vicedirettore, che si aggravano ulterioremente in situazioni di marginalità sociale e culturale o laddove coesistono situazioni di disabilità.
La petizione è stata firmata in pochi giorni da oltre 14.000 persone. Uppa ha un suo affezionato pubblico, tanto che in un anno ha vendudo 15 mila libri senza passare per Amazon o in libreria, solo online e attraverso il proprio sito e la newsletter, diventando un caso editoriale.
Il Governo ha infine dato l'ok ieri: è consentito, a un solo genitore, camminare con i propri figli minori all'aria per un'ora. Tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione”
Le polemiche non cessano. C'è il timore che molti possano approfittare di questo permesso per rilassarsi, andare al parco con altri bambini. ecc.
La situazione, lo ripete anche Uppa, va gestita e tenuta rigorosamente sotto controllo. Importante che nessuno ne approfitti con comportamenti che possono mettere a rischio l'incolumintà stessa dei bambini in primo luogo.
Dopo la diffusione delle date presunte di riavvio lento alla normalità, sembra che si respiri un clima di rilassatezza anticipata. che mette a repentaglio tutte le misure di prevenzione.
Oggi, per esempio, a Roma circolavano troppe macchine. Nei quartieri più popolari si vedeva tanta gente, in fila in farmacia, nei supermercati, ma anche che stazionava per strada approfittando della bella giornata di sole. Un clima anche nervoso: a fermarsi con cautela a un semaforo spento per verificare comunque bene l'incrocio si veniva subito solleciati con un colpo di clacson. A metà mattina addirittura sull'A24, al chilometro otto, c'era un blocco per incidente segnalato sui cartelloni luminosi.Non è il primo caso. Come mai?
Non mancano i posti di blocco tra Polizia municipale e Carabinieri. Chissà se tutti tutti quelli che circolavano erano in condizioni di necessità?
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