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Economia

Come sono cambiati e come si evolvono i consumi degli italiani. Un osservatorio in tempo reale sull'andamento delle vendite, dei prezzi e degli stili di vita. Giorno per giorno con numeri, persone, fatti e storie

Confcommercio: calano i consumi a marzo, nonostante Pasqua

Scivolata dello 0,4% su febbraio, ma la variazione annua è positiva. In recupero il mercato del lavoro. Segnali contrastanti dalla fiducia per il mese di aprile: pessimisti i consumatori, più ottimiste le imprese

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Segnali intermittenti dai consumi italiani. L’indicatore stilato da Confcommercio (ICC) relativo allo scorso marzo, infatti, segnala un calo dello 0,4% rispetto a febbraio (nonostante le vacanze pasquali, verrebbe da aggiungere) e un incremento dell’1,5% sul marzo 2015. Rivista la stima variazione di febbraio, che passa da +0,3% a +0,7% rispetto a gennaio.

Secondo l'associazione dei commercianti, il dato dell’ultimo mese conferma "il permanere di una moderata tendenza al recupero dei livelli di consumo da parte delle famiglie". Ma, allo stesso tempo, "evidenzia le difficoltà della domanda ad instradarsi su un sentiero di sicura crescita".

In sostanza, la ripresa italiana - anche sul fronte dei consumi - non ha mai raggiunto quello slancio tale da dire che il peggio è veramente alle spalle. Eppure, dicono gli altri dati dall'Istat alla Bce, è proprio la domanda interna ormai a sostenere l'economia tricolore, visto che i Paesi emergenti non riescono dare più quel supporto e le ricadute positive in termini di export.

Tornando a Confcommercio, "il sentiment dei consumatori ha evidenziato, ad aprile, un moderato peggioramento rispetto al mese precedente, con un deterioramento delle valutazioni sia sulle aspettative economiche del Paese, sia sulla situazione familiare. Maggiore ottimismo è, invece, emerso sul versante dalle imprese, il cui indice di fiducia ha registrato, nello stesso mese, un rialzo, anche se le valutazioni tra gli operatori dei principali settori di attività economica non sono uniformi. Gli imprenditori della manifattura, delle costruzioni e dei servizi di mercato segnalano un miglioramento del clima di fiducia, mentre tra gli operatori del commercio al dettaglio prevale un giudizio negativo".

Segnali positivi sono emersi, da ultimo, sul versante del mercato del lavoro. A marzo il numero di occupati è cresciuto tanto su base mensile (+90mila unità rispetto a febbraio), quanto su base annua (+263mila unità). A questo andamento si è associata una riduzione del numero di persone in cerca d’occupazione (-63mila in termini congiunturali, -274mila rispetto a marzo del 2015). Queste dinamiche hanno determinato un miglioramento del tasso di disoccupazione sceso all’11,4%, valore che non si registrava dalla fine del 2012.