
Tra gli alimenti simbolo del mangiare mediterraneo spicca la pasta, il cui consumo mondiale negli ultimi dieci anni è passato da quasi nove a circa 15 milioni di tonnellate annue. Si tratta di un alimento che viene infatti percepito come gustoso, sano e accessibile a tutti. Oltre che amico dell’ambiente: un recente studio del Wwf ha calcolato che un piatto di pasta al pomodoro (100 grammi) ha un’impronta di carbonio di appena 0,492 kg, mentre quella idrica è pari ad appena 231,4 litri. Pochissimo, se confrontato con altri alimenti. Il modello della Doppia Piramide Alimentare e Ambientale, sviluppato dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, evidenzia inoltre un minor impatto sul Pianeta dei cibi alla base della piramide della Dieta Mediterranea, dalla frutta alla verdura, dai legumi fino ai cereali come la pasta.
Secondo l’European Journal of Public Health, in Italia, storicamente patria della Dieta Mediterranea, ci sono però segnali di un progressivo allontanamento della popolazione da questo regime alimentare. Solo il 41% della popolazione del Nord Italia mangia seguendo questo modello, appena il 16,8% nel Centro Italia e il 42,1% nel Sud del Paese. Questo perché si privilegia il fast food, c’è meno convivialità a tavola e si fa meno attività fisica. Cattive abitudini che stanno portando a un aumento del sovrappeso e dell’obesità tra i bambini italiani.
Tra le aziende che operano nel settore, Barilla ha puntato a diffondere la cultura della Dieta Mediterranea nel mondo, orientando inoltre la propria produzione in ottica ecosostenibile. “Lavoriamo affinché i nostri prodotti portino nel mondo cibo buono, sano e proveniente da filiere responsabili, ispirato allo stile di vita italiano e alla Dieta Mediterranea”, spiega Luca Di Leo, responsabile media relations del gruppo.
L’azienda ha inoltre migliorato negli ultimi dieci anni il profilo nutrizionale di oltre 400 ricette, riducendo grassi, zuccheri e sale. Oltre a rafforzare la propria offerta con una gamma di prodotti a base di pasta integrale, ai cereali e senza glutine, a cui si è aggiunta anche la pasta ai legumi. Un attivismo rivolto anche ai propri dipendenti: la mensa dello stabilimento Barilla di Novara ha infatti aderito alla sperimentazione del progetto europeo Su-EATable Life che promuove nelle mense aziendali e universitarie menù sani e sostenibili, misurandone gli effetti in termini di riduzione dell’impronta di carbonio e di quella idrica.
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