Quali saranno i social trend del 2023? La risposta possiamo trovarla nella ricerca che Talkwalker realizza ogni anno, “un monitoraggio a livello mondiale attraverso la piattaforma Talkwalker, basata su una Ia (tecnologia proprietaria Blue Silk™) - spiegano - analizzando le conversazioni su tutti i media inclusi siti web, social, blog, forum sino ai singoli commenti degli utenti”. Ecco quali saranno le dieci tendenze per il prossimo anno
I social trend
I cookies si ‘sbricioleranno’. Previsione che sarebbe valsa anche nell’anno in corso senonché Google ha posticipato al 2025 l’abbattimento dei cookies di terze parti, non senza il disappunto dei fruitori del motore di ricerca. Insomma, Google e il marketing non sono ancora pronti a rinunciare a infilarsi nelle vite degli utenti ma gli utenti invece sono prontissimi a farne a meno. Per le aziende e i marketers il consiglio è di considerare ineluttabile la fine dei cookies e di approfittare della dilazione offerta per diventare più forti nei contenuti, rafforzare la privacy e la trasparenza e puntare al “social listenging” per estrarre informazioni preziose per rendere la propria comunicazione sempre più ficcante.
I social media avranno un nuovo standard. Dalla libertà di parola alle parole ostili, i social media sono e saranno sempre di più “le sentinelle” come le definisce nel report Jonny Bentwood, responsabile globale dati e analisi Golin: commenti ostili, pericoli e falsi dovranno essere rintracciati ed eliminati. La coscienza dell’esistenza delle fake news è ormai patrimonio di tutti, ma questo non ferma la produzione di informazioni false create a tavolino in modalità sempre più raffinate.
In particolare, i “deep fake”, contenuti creati da un'Intelligenza artificiale che rendono credibili fatti e avvenimenti mai successi, si stanno diffondendo: un pericolo sociale e i brand ne sono coinvolti come tutti. Come difendersi? Cybersecurity, innanzitutto, per garantire la protezione dei dati dei propri utenti, e diventare difensori della veridicità e mai vettori di notizie fake e non verificate.
I social network decentralizzati saranno la novità. C’è l’anti-instagram come BeReal, e gli anti-Twitter come Mastodon e Discord, storie diverse ma accomunate dalla difesa della privacy e da una gestione che passa dal social agli utenti dello stesso. Be-Real, che piace moltissimo agli adolescenti, è una sorta di insta-selfie in cui è il programma che ti chiede di fotografarti in quel momento della giornata, si attivano gli obiettivi e via: non ha importanza dove tu sia, se sei perfetto o perfetta, non c’è trucco e non c’è inganno, le foto spariscono nell’arco di una giornata e all’utente rimangono in memoria solo le sue.
Gli anti-twitter hanno preso quota soprattutto dopo l’acquisizione del social con l’ucclelino da parte di Elon Musk. Mastodon si definisce l’alternativa etica a Twitter, non si appoggia a un solo server ma ad innumerevoli sparsi nel mondo. In sintesi, la ribellione tra gli utenti sta covando, ai brand rimarrà l’ardua decisione se sfuggire ai big dei social infilandosi in quelli nuovi, coscienti che alcuni rimarranno e altri evaporeranno nel giro di poco tempo.
I social media multisensoriali assurgeranno a un veicolo di contenuti per tutti. In attesa che, attraverso internet, si possano sentire odori o assaggiare piatti, la ricerca sottolinea come alla fine audio, video, etc piacciano a tutti più o meno allo stesso modo e per il 2023 i video verticali, quelli, per intenderci, su cui ha costruito molto del suo successo Tik Tok, saranno la formula vincente. Più in generale, se video, suoni e voci vanno per la maggiore, per incrociare il consumatore, si devono accorciare, allungare, integrare o alleggerire: musica, didascalie, velocità e tono di voce sono gli ingredienti che possono moltiplicare un concept in decine di diversi linguaggi ognuno adatto al suo medium.
L’ascesa e la caduta del social commerce. Che stia ancora cercando la sua strada non c’è dubbio, che ci sia tutto lo spazio per crescere nemmeno: il social shopping è però ancora un “trend” e non un fatto conclamato per quanto la ricerca ci dica che "in alcuni Paesi, come la Cina, il 49% degli utenti sui social media hanno fatto un acquisto sui social, rispetto al 44% negli Stati Uniti. Si stima che il social commerce in Cina rappresenterà il 14,3% di tutto l'eCommerce nel 2023, rispetto ad appena il 4,9% negli Stati Uniti”. Cultura e distanze fanno la differenza? Probabilmente sì, tanto è vero che Tik Tok ha abbandonato l’idea di sviluppare il social commerce in Europa e negli Stati Uniti concentrandosi in occidente solo sul Regno Unito.
La corsa al metaverso darà i suoi frutti. Impossibile negare un trend al metaverso, si moltiplicano gli sforzi delle piattaforme ma non tutto sul metaverso è uguale e non tuti rimarranno attori sul campo. Le previsioni ad oggi vedono nel prossimo futuro lo svilupparsi di un mix tra fisico e virtuale in cui il metaverso farà da tramite: chi punta sul metaverso dovrà fare sempre attenzione che ciò che offre sia qualcosa che faciliti la vita e non il suo contrario; meraviglia ed effetto wow potranno fare molto ma la semplicità d’uso e la democratizzazione del mezzo sono fattori irrinunciabili.
L’analisi predittiva cambierà il marketing. Di per sé nessuno ha inventato nulla, l’analisi predittiva è già utilizzata dalla finanza e dalle banche, per analizzare se concedere o meno crediti, però la sua applicazione nel marketing è relativamente nuova, tanto è vero che non sono molti ad averne le competenze. Secondo un’indagine di Talkwalker, solo il 42% degli esperti di marketing sostiene di avere competenze nell’analisi predittiva. Ma come funziona? A spiegarlo è David Low, cmo di Talkwalker: “L'analisi predittiva finalmente utilizza il potere dell'Ia per automatizzare su larga scala tutte queste procedure, con dati del settore più affidabili e disponibili in tempo reale". Un esempio è Deliverr, società di logistica, che grazie all'analisi predittiva è in grado di anticipare le richieste dei consumatori e posizionare in anticipo gli articoli nelle aree geografiche in cui si prevede la domanda. Acquisita da Shopify nel maggio 2022 per 2,1 miliardi di dollari.
La sostenibilità ambientale sarà primaria. Se abbracciare la sostenibilità è uno sforzo che bene o male tutti stanno facendo, il linguaggio tra brand e utenti si fa sempre più vicino, il che significa che tra le istanze dei cittadini e le operazioni, strategie di sostenibilità messe in campo dalle aziende c’è sempre più connessione. Quindi, il 2023 sarà il momento in cui chi ha saputo modulare la propria strategia in un’ottica di sostenibilità, comincerà a raccoglierne i frutti anche in termini di vendite e di apprezzamento dei consumatori.
La customer experience sarà sempre più social. L’impulsività nello shopping è piacere immediato, il che scatena richieste di immediatezza, che vanno dalla consegna super veloce, il cosidetto Q-commerce, all’esigenza di risposta fulminea a eventuali domande e reclami. I social, vissuti come canali di comunicazione, avranno sempre più il compito di supportare i brand nel soddisfare queste richieste. “Prevediamo che, nel 2023, aumenterà l'uso di canali di supporto dedicati sui social media in-channel per offrire risposte rapide ed efficaci, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata dai consumatori”, sottolineano da Talkwalker.
Le community d’acquisto si svilupperanno sempre più. I brand dovranno guardare più alle community da coinvolgere e meno al singolo influencer. Community dove scovare micro-influencer, dipendenti ambassador e anche semplici clienti entusiasti, che saranno l’onda in grado di spingere il brand avanti, oltre ai propri confini consueti. L’analisi di queste community è il punto di partenza, scovarle e ingaggiarle e, se non esistono crearle, è il compito per il 2023 dei social media marketers.