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L’ascesa dell’influencer marketing: quasi un italiano su quattro ha scoperto nuovi brand e prodotti sui social media

L’ascesa dell’influencer marketing: quasi un italiano su quattro ha scoperto nuovi brand e prodotti sui social media
I dati dell’indagine dell’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing: il 17% degli italiani ha cliccato su post sponsorizzati o promossi nell’ultimo mese. Nel 2022, pubblicati nel nostro Paese 231 mila post pubblicitari con la dicitura ad creati da influencer identificati dalle aziende
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Le aziende sanno, ormai, che devono farsi trovare sui social media perché è su di essi che i consumatori scelgono brand e prodotti. È ciò che emerge da un’indagine dell’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing (Onim), realtà che ha l’obiettivo di informare e fare divulgazione sui temi legati a questo nuovo approccio al marketing, e promossa da 42 Law Firm, studio legale con il suo focus principale sul diritto delle nuove tecnologie. 

Nello specifico, i dati evidenziano che il 23,5% degli italiani - ovvero 7,7 milioni di persone - afferma di aver scoperto nuovi marchi e prodotti grazie alle pubblicità sui social media. Questo spiegherebbe l’ascesa dell’influencer marketing che vede le aziende investire in personaggi popolari sui social, in grado di incidere sulle decisioni d’acquisto e generare il sempreverde passaparola che corre, ormai più velocemente di ogni altra dimensione, in rete.

Nell’ambito della ricerca sono stati, inoltre, analizzati i post pubblicati sui social media e le relative interazioni degli ultimi 12 mesi attraverso l'ausilio del tool Global Web Index (Gwi), il più grande studio di ricerca al mondo sulle abitudini digitali degli utenti, da cui risulta che il 17% degli italiani - ben 5,7 milioni di utenti - ha cliccato su post sponsorizzati o promossi nell’ultimo mese e il 16,4% - pari a 5,4 milioni di persone - ha guardato un video di un influencer nell’ultima settimana. 

“Un dato molto rilevante - afferma Matteo Flora, tech partner di 42 Law Firm - perché la regolamentazione europea che impone trasparenza sui post sponsorizzati aveva inizialmente spiazzato le imprese”. È sul campo della trasparenza, infatti, che si gioca la partita più importante per l’influencer marketing e che, stando ai dati emersi, “paga e crea un rapporto di fiducia più stretto con il consumatore o potenziale cliente”, aggiunge Flora. 
 
Indagando più approfonditamente sui post con la dicitura ad, ovvero contenuti pubblicitari creati da influencer identificati dalle aziende sulla base del numero di seguaci o della nicchia in cui operano - tra cui confluiscono anche blogger, opinion leader, youtuber e podcaster - Onim mette in evidenza che, nel corso del 2022, in Italia sono stati pubblicati ben 231.000 post di tale tipologia, equivalenti a una media di oltre 600 al giorno e circa 4.500 a settimana. Tra questi contenuti, si sottolinea che 5.000 post su Instagram sono stati dedicati al tema della sostenibilità nell’ottica, quindi, del sempre più vivo attivismo dei brand. Questi post con dicitura ad, inoltre, hanno generato 110 milioni di interazioni.

Comportamento d’acquisto, dunque, impattato in modo incisivo dall’influencer marketing che, oltre a consolidarsi come strumento efficace per la promozione di marchi e prodotti per il grande pubblico, vede i social media configurarsi, a detta di Matteo Flora, quali “strumenti strategici per i brand”. Il tutto, però, lasciando il dovuto spazio alla trasparenza che è alla base del patto di fiducia con il consumatore, per il quale “diventa essenziale che i meccanismi messi in atto nel rapporto tra influencer e utente siano pari o superiori a quanto avviene nei tradizionali canali di comunicazione, anche al fine di evitare eventuali sanzioni da parte dell’authority”, conclude Flora.