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Trend di viaggio: vacanze svago e lavoro per sette italiani su cento

Trend di viaggio: vacanze svago e lavoro per sette italiani su cento
I dati di una ricerca promossa dalla piattoforma Skyscanner mostra la tendenza a sfruttare la combinazione ferie e lavoro da remoto. I più propensi alla ‘workation’ (fusione tra work e vacation) appartengono alla fascia 18-24 anni 
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Il 7% degli italiani prevede quest’anno di alternare lavoro e svago durante le proprie vacanze. Le motivazioni a favore della ‘workation’ (fusione delle parole ‘work’ e ‘vacation’) sarebbero il piacere di lavorare mentre si viaggia (media del 34%) e la possibilità di trascorrere più tempo nella propria destinazione di lavoro (36% delle donne e 21% degli uomini). Per contro, 3 italiani su 4 (77%) preferirebbe ancora vacanze ‘total relax’. A rivelarlo uno studio sulle tendenze di viaggio 2023 promosso dalla piattaforma di prenotazioni online Skyscanner e condotto da OnePoll nel novembre 2022 intervistando mille italiani in procinto di viaggiare in Italia o all’estero.

Le attività più in voga tra i ‘nomadi digitali’ sono: controllare e/o rispondere alle e-mail (media del 57% con punte del 76% tra i 35-44enni), rimanere reperibile per una ‘call’ (media del 37% con punte del 59% tra i Gen Z) e modificare documenti (media del 37% con punte del 50% tra i 25-34enni). La ricerca evidenzia, inoltre, come un ‘under 34’ su 2 che intenda lavorare in vacanza preferisca la modalità ‘ibrida’ rispetto alla giornata lavorativa normale.

“Nell’arco del 2023, la popolazione lavorativamente attiva renderà il proprio modo di lavorare sempre più funzionale alle proprie esigenze - dichiara Laura Lindsay, esperta di trend di viaggio di Skyscanner - Soprattutto dopo la pandemia, si va verso uno stile di vita ibrido, flessibile e smart, con molte persone che possono sfruttare al meglio la combinazione di ferie e lavoro da remoto. Ci aspettiamo che un maggior numero di viaggiatori approfitti della lunga lista di Paesi che hanno recentemente lanciato visti per nomadi digitali come, per esempio, Croazia, Grecia, Messico e Spagna”.

A livello anagrafico, i più propensi alla ‘workation’ appartengono alla fascia 18-24 anni (16%) mentre i più restii sono i 45-54enni che, nell’85% dei casi, rifiutano tale formula. A valutare positivamente la giornata lavorativa ‘ibrida’ sono, inoltre, un 25-34enne su 2 mentre i 35-44enni apprezzano soprattutto la possibilità di trascorrere più tempo nella propria destinazione (47%) risparmiando sui costi di trasporto e volando in fasce orarie più tranquille (41%).

Analizzando, infine, gli indici del costo della vita nei Paesi che offrono visti per i nomadi digitali (fonte: numbeo.com) emergono opzioni di viaggio particolarmente convenienti, soprattutto se confrontate con la realtà italiana. Tra le altre: Città del Messico (35% più economica di Roma); Amman, in Giordania (- 23%); Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti (- 13%).