Economia

La Popolare Milano
si fa lo sconto
di VITTORIA PULEDDA

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Tutto sommato è andata bene; più che bene: nonostante la bocciatura della riforma della governance nella passata assemblea, il prezzo dell'aumento di capitale deciso da Bpm è in linea - come percentuale di sconto rispetto ai valori correnti - con il mercato (attuale) e con il precedente del Banco Popolare. Per Bpm infatti lo sconto sul Terp (prezzo teorico, scorporando il diritto) è pari al 31,7% mentre il Banco aveva proposto - e ottenuto con adesione convinta - uno sconto del 30,7%.

Insomma, Bpm non ha pagato pegno alla "rivolta" degli soci sulla riforma dello Statuto e, rispetto al suo precedente aumento di capitale, ha migliorato moltissimo le condizioni di accesso al mercato: allora fu costretta ad offrire uno sconto del 40,3%, ora si può permettere il lusso di fermarsi circa nove punti prima.

Un vantaggio per la banca - più contiene lo sconto, più è di qualità la sua "carta" - che Piazza Meda può permettersi grazie al momento ultra-favorevole che continuano finora a vivere le banche. Non è detto che duri per sempre (e anzi qualche piccolo scricchiolio sul sistema finanziario italiano cominica ad avvertirsi) ma per ora c'è ancora il vento in poppa. E la popolare cavalca giustamente l'onda: la fortuna, come il tempismo, del resto fa parte delle cose. Anche in finanza.